Il presidio
Il Governo scarica la Tirrenica: per questa autostrada non c'è un euro
Riunione al ministero delle Infrastrutture: entro fine mese saranno definiti i nuovi assetti della Sat e allora il destino di questa arteria sarà chiaro. A marzo l'incontro, probabilmente decisivo, con la Regione
ROMA. Da Firenze non è partito nessuno. Del resto non ce n’era neppure bisogno: l’incontro al ministero delle Infrastrutture sulla Tirrenica, l’autostrada incompiuta da Rosignano a Civitavecchia, si è concluso con un rinvio. Con la Regione si parlerà del progetto, di come (e se) andare avanti all’inizio di marzo, quando Sat – la società che ha la concessione per costruire l’infrastruttura – avrà definito I propri assetti societari. Avrà liquidato i soci non più interessati all’operazione e potrà dire se ancora ci sono condizioni e risorse per andare avanti.
Un altro incontro interlocutorio, dunque. Anche se in Regione si pensava che qualcuno a rappresentare l’ente fosse presente. Non il presidente, Enrico Rossi, andato a Pisa, all’assemblea di Sat, la società che gestisce l’aeroporto Galilei: all’ordine del giorno il voto per la fusione con l’aeroporto di Firenze. Adf, la società che gestisce Peretola, l’ha già votata lunedì 9 febbraio. L’assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Ceccarelli, ugualmente è rimasto in Toscana, in Valdarno, per un altro impegno.
Martedì 10 febbraio, alle 10, dunque, al ministero dei Trasporti, in piazzale di Porta Pia, si sono presentati solo in tre a parlare di Tirrenica. Gli unici, alla fine, che in questa vicenda sembrano contare davvero qualche cosa: il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi; il viceministro Riccardo Nencini, toscano, con delega ai Trasporti, appunto; l’ingegner Giovanni Castellucci, l’amministratore delegato di Sat. Un’ora scarsa di confronto e poi uno scarno comunicato redatto dal portavoce di Lupi per ribadire che non ci sono reali passi avanti nell’operazione: “Si è svolto martedì 10 fabbraio al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un incontro sulla realizzazione dell’Autostrada Tirrenica a cui hanno partecipato il ministro Maurizio Lupi, il sottosegretario Riccardo Nencini e l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci.
Acclarato che entro fine mese dovrebbero essere definiti gli assetti societari della Sat, Società Autostrada Tirrenica P.A., si è convenuto di convocare per la prima settimana di marzo la Regione Toscana per definire i passi successivi dell’iter per la definitiva decisione sul completamento della Livorno-Civitavecchia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.10177152:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/10/24/news/rossi-sulla-tirrenica-basta-prese-in-giro-1.10177152]]
Dietro queste due frasi, che in apparenza non dicono molto, in realtà c’è un quadro completo della situazione attuale, per nulla diverso da quello tracciato poche settimane fa dal Tirreno. A decidere davvero se Tarquinia e Rosignano si collegheranno mai con un’autostrada non sarà il Governo che non ha un euro da investire nell’infrastruttura, ma solo Sat che si deve accollare per intero il costo dell’operazione (e della rimessa quasi sicura). Sia con il tracciato gratuito da Rosignano a Grosseto sud, sia a pagamento a "tariffe ragionevoli" da Grosseto sud a Tarquinia (anche da grosseto sud, comunque, i residenti sarebbero esclusi).
Ancora una volta, il pallino è nelle mani di Sat che deve sciogliere I nodi societari: deve liquidare i 4 partner che non sono più intenzionati a investire in infrastrutture e consentire ad Autostrade per l’Italia di riassumere il controllo dell’operazione. Un accordo di massima con la società Vianini di Caltagirone c’è; devono essere messi a punto quelli con gli altri (comprese le cooperative romagnole) e poi fatti approvare dal consiglio di amministrazione di Sat. La novità consiste nel fatto che questi accordi dovrebbero essere definiti entro fine mese. Questo consentirà, quindi, il nuovo incontro con la Regione Toscana. Per cosa? Finanziamenti pubblici per l’opera da circa 1 miliardo non ce ne sono. Il ministero delle Infrastrutture lo ha precisato a fine anno pur confermando di considerare la Tirrenica “un’opera strategica” per la viabilità. Si potrà ascoltare, in quell’occasione, la disponibilità di Sat ad accollarsi tutte le spese. E forse si potrà iniziare a parlare di tragitti e percorsi, soprattutto a sud di Grosseto, la zona dove gli ambientalisti e i vip con ville sono più ostili all’operazione.
Anche su questo, però, Sat si è già espressa: andrà avanti se non troverà barricate. Non vuole mettersi a combattere una Guerra santa per un’autostrada che, conti alla mano, le causerà perdite da ripianare (semmai) con gli utili delle altre concessioni di Autostrade per l’Italia.
Si può parlare di un incontro proficuo? E’ presto per dirlo. Di sicuro Nencini all’inizio di febbraio ha assicurato che, per quello che lo riguarda, non avrebbe più accettato rinvii da Sat. “L’ultimo rinvio”, parole testuali. Martedì 10, ce n’è stato un altro. Forse davvero quello definitivo per gli ottimisti. Rimasti in pochi a Roma. Dove la Tirrenica non è una priorità. Questo è certo. Fino a pochi giorni fa l’incontro del 10 febbrario non figurava neppure nell’agenda di Lupi. C’è stato inserito, dopo l’ultimatum di Nencini. E ora sembra che per sbloccare le cose serva addirittura l’intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, uno dei consigliori di Renzi. Il suo consigliore silenzioso. E’ lo stesso che avrebbe smosso le acque per consentire al ministero delle Infrastrutture di impegnarsi a dare 150 milioni all’aeroporto di Firenze, per la nuova pista. Un impegno, però, solo sulla carta: per questa infrastruttura, infatti, in concreto ci sono solo 50 milioni stanziati con lo Sblocca Italia. Per gli altri 100, ci sar da aspettare le prossime leggi di Stabilità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

