Il presidio
Regionali: niente firme per i civatiani, sarà Rossi il candidato Pd
L’ala minoritaria che fa riferimento a Pippo Civati non è riuscita a raccogliere le sottoscrizioni necessarie a lanciare l’ex rettore dell’università di Pisa Luciano Modica
FIRENZE. Lasciano ogni speranza, i civatiani. È deciso: Enrico Rossi va da solo, niente primarie. Sarà lui il competitor unico del Pd toscano. L’ala minoritaria che fa riferimento a Pippo Civati e da settimane chiede di far scegliere alla base il nome del candidato governatore per le prossime elezioni regionali non è riuscita a raccogliere le firme necessarie a lanciare l’ex rettore dell’università di Pisa Luciano Modica. Rossi non avrà dunque sfidanti interni al partito, non sarà consultato il popolo dei gazebo per eleggere la leadership Dem con cui provare a riconquistare i prossimi cinque anni di governo della Toscana.
"Stiamo raccogliendo le ultime adesioni proprio in queste ore, presenteremo gli elenchi completi stasera, ma siamo a metà strada, a quota 4 mila, ben lontani dalle 9 mila richieste", dice Filippo Gallo, portavoce delle truppe di Pippo Civati in regione. Game over, la sfida è chiusa ancora prima dello start. Un risultato atteso, per la verità. Almeno dal 10 gennaio, giorno in cui si è riunita l’assemblea toscana del Pd e in cui lo stato maggiore renziano guidato dal segretario Dario Parrini ha dettato tempi e regole per la raccolta delle firme.
Per candidare Modica i civatiani avrebbero dovuto raccogliere le firme del 15% dei tesserati. Decisiva la scelta del partito di prendere come riferimento non gli elenchi del 2014, ma quelli del 2013. Gli unici certificati, si disse. Certo, ma anche quelli con il doppio degli iscritti. Un nodo su cui i civatiani attendono ancora l’esito di un ricorso presentato alla commissione di garanzia del Nazareno. “Sì, ma stiamo sereni - ironizza amaro Gallo - dato che la commissione regionale ce lo ha bocciato una prima volta, non è che ci aspettiamo improvvisi ribaltoni. Va notato però che le 4 mila firma raccolte finora provengono per la maggior parte da zone diverse da Firenze”. Più ci si allontana dalla terra renziana più aumenta il malumore, il dissenso: “Qualcosa vorrà pur dire no? Noi crediamo vada rivisto il centralismo che sta contraddistinguendo la politica di Rossi. Non si può ascoltare solo Firenze”
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