Italia
Inquinamento in Toscana, il meteo dà una mano ai nostri polmoni
Rapporto Legambiente sul 2014: livelli di pm10 e 2,5 migliori del 2013 e al di sotto dei livelli di rischio. E per gli sforamenti da ozono molte città sono sotto i 25 giorni. Lucca maglia nera con 50 giorni
Migliora la qualità dell’aria nelle città toscane: i livelli di Pm 10 e Pm 2,5, le polveri fini di particolato atmosferico, considerate tra gli inquinanti di maggiore impatto sulla salute umana, per via della loro capacità di essere facilmente inalate dall’apparato respiratorio, sono risultati per l’intero 2014, in tutti e dieci i capoluoghi di provincia toscani, ben al di sotto dei limiti di protezione per la salute umana previsti dalla legge.
Positivi anche i risultati che riguardano gli indici di biossido d’azoto, l’inquinante prodotto dai veicoli a motore e dalle caldaie domestiche, risultati in tutta la Toscana, ad eccezione della sola Firenze, saldamente al di sotto dei limiti consentiti dalle normative ambientali.
I comuni di Arezzo, Siena, Prato, Pistoia e Massa, sono risultati inoltre anche in linea con il limite massimo di 25 giorni, entro cui è tollerato in ciascun centro urbano, il superamento del livello massimo di ozono consentito dalla legge: Grosseto ha sforato tale limite per 29 giorni, Firenze per 31, Pisa per 32, Livorno per 35, mentre la situazione più critica appare quella di Lucca, che ha registrato lo scorso anno 50 giorni di sforamento dei livelli di ozono.
Complessivamente il quadro che emerge dal nuovo rapporto Mal’Aria 2015 di Legambiente risulta tuttavia in netto miglioramento rispetto ai dati del 2013: “Merito in via esclusiva - sottolinea Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - delle eccezionali condizioni climatiche che hanno caratterizzato il 2014, primo fra tutti dell’alto indice di piovosità che ci ha accompagnati lungo l’intero anno e che ha permesso ai maggiori inquinanti di essere letteralmente spazzati via assieme al ciclo dell’acqua”.
Una condizione meteo particolare che di fatto “maschera” per Legambiente un inquinamento che tuttavia continua a essere prodotto nelle città toscane: “Basterà il semplice riaffacciarsi di condizioni meteo di alta pressione atmosferica - avverte Ferruzza - perché tutti gli inquinanti, a meno di radicali interventi a favore di una maggiore diffusione nei centri abitati di mezzi pubblici ecologici, torneranno ad essere rivelati su livelli altamente allarmanti”.
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