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Toscana

Bancari in sciopero, disagi in vista agli sportelli

Gabriele Firmani
Bancari in sciopero, disagi in vista agli sportelli

Tutte le sigle sindacali bancarie della Toscana aderiranno alla manifestazione di venerdì 30 gennaio. Alla base della protesta la possibilità che possa venir meno il contratto nazionale e i pesanti piani di ristrutturazione aziendale presentati dagli istituti di credito

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FIRENZE. Niente operazioni allo sportello venerdì prossimo 30 gennaio: tutte le sigle bancarie hanno infatti annunciato uno sciopero unitario per contestare la decisione dell’Abi, di disdettare unilateralmente il contratto nazionale di lavoro, per andare a sostituirlo, dal prossimo primo aprile, con un semplice contratto generale di categoria: “Questo di fatto non rappresenterebbe nient’altro - attacca Annamaria Romano, segretario generale di Fisac Cgil Toscana - che una semplice cornice di massima, all’interno della quale, a decidere effettivamente quali trattamenti economici e normativi assciurare ai lavoratori, saranno unicamente i contratti aziendali: un modo per aprire la strada a un vero e proprio smantellamento generale di tutte le tutele contrattuali attualmente previste dal contratto nazionale di lavoro”.

Il rischio numero uno, contestato dalle 8 sigle sindacali, che si ritrovano a promuovere uno sciopero unitario per la prima volta dopo 7 anni, è che il venir meno del contratto nazionale di lavoro comporti, in particolar modo il decadimento del divieto di trasferimento coatto di ciascun dipendente oltre la distanza dei 30 chilometri dalla propria sede di lavoro: “Come già espressamente annunciato da Abi - sottolinea Donatella Daini, di Ugl Credito - l’intenzione è quella di poter concedere la possibilità di trasferimenti all’interno di uno stesso gruppo su scala nazionale: ciascun lavoratore potrà essere così costretto a trasferirsi da Firenze a Bolzano, o a Messina, pena altrimenti la perdita del proprio posto di lavoro”.

Tutti i bancari della Toscana che aderiranno alla manifestazione di venerdì, confluiranno a bordo di 20 pullman, già prenotati da tutte e dieci le province toscane, a Ravenna, una delle quattro piazze, assieme a Milano, Roma e Palermo, sede della manifestazione nazionale: “Nel 2013 - fa sapere Marco Collini, segretario toscano di Uil Credito, Esattorie e Assicurazioni - registrammo un’adesione allo sciopero indetto allora contro la disdetta del fondo esuberi, che portò alla chiusura per un giorno del 90% delle filiali bancarie della Toscana: questa volta pensiamo di poter prevedere un’adesione ancor più massiccia”.

Nella piattaforma dello sciopero, anche la contestazione dei pesanti piani di ristrutturazione aziendale presentati dagli istituti di credito: “Dal 2012 al 2014 - affermano le otto sigle sindacali promotrici della serrata di venerdì - in Toscana abbiamo registrato circa 3500 prepensionamenti: altrettanti ne sono previsti nel prossimo biennio. Dimostrazione, di come, a fronte a una mancanza assoluta di progetto, le banche puntano ancora a riequilibrare i conti, operando esclusivamente tagli selvaggi sulle spalle dei lavoratori”.

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