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Togliamo dalle aule multe e separazioni consensuali: fanno solo perdere tempo
La ricetta dell'avvocato Claudio Boccini, vicepresidente dei probiviri dell'Unione delle Camere civili: "Dobbiamo incentivare al massimo i riti alternativi"
GROSSETO. Una soluzione ci sarebbe. Non sarebbe la panacea di tutti i mali ma un bel contributo allo snellimento della giustizia civile lo potrebbe dare. «I riti alternativi: togliere dalla giurisdizione dei Tribunali tutte quelle materie che sono già di fatto definite, come le separazioni consensuali, quando tutti e due sono d’accordo che bisogno c’è di andare a ratificare la scelta? Oppure la volontaria giurisdizione; oppure ancora le opposizioni alle sanzioni amministrative, ancorché queste siano di competenza del giudice di pace».
La pensa così l’avvocato Claudio Boccini, che dopo sei anni da presidente della Camera civile di Grosseto è adesso vicepresidente dei probiviri dell’Unione nazionale delle Camere civili. Partiamo da Grosseto perché Grosseto è un “caso toscano” per la durata media dei processi civili (429 giorni contro la media di 324).
«Attenzione - ammonisce Boccini - quelli sono dati relativi a processi velocissimi. Per mia esperienza posso dire che una causa civile non dura meno di 3 anni. Anche nelle altre province. Poi lasciamo stare che Grosseto soffre di un deficit nell’organico dei magistrati, colmato solo da un paio di mesi dall’arrivo di due giudici togati. Ecco, ipotizziamo che l’organico venga lasciato al completo per almeno 2-3 anni e io dico che anche il Tribunale di Grosseto avrebbe un beneficio pari a un 30-40% nello smaltimento dei fascicoli. E poi a Grosseto c’è l’effetto Concordia, lo sanno tutti, che ha portato un giudice applicato al civile a occuparsi del naufragio. Altri due giudici civili compongono un apposito collegio penale...».
I riti alternativi a chi dovrebbero essere affidati?
«Bisognerebbe sfruttare le competenze dell’Avvocatura. Gli stessi avvocati, per alcuni casi, potrebbero provvedere in proprio. Certo, dovrebbero essere responsabilizzati e preparati. Per determinate materie, i riti alternativi vanno non soltanto promossi ma incentivati. Al contempo serve un numero di magistrati adeguati alla mole di lavoro. Altrimenti è solo un imbuto: entra tantissimo, esce pochissimo. La velocità dei magistrati onorari non è paragonabile».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10734573:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/01/25/news/tribunali-lenti-come-lumache-1.10734573]]Diceva dei ricorsi contro le contravvenzioni...
«Dal giudice di pace ci sono udienze con 80-100 contestazioni di multe. Non è ammissibile. È un carico che intralcia il giudice come la cancelleria. Invece è un errore aumentare continuamente il costo dei contributi unificati, anche del 400-500 per cento: è un errore far pagare di più la giustizia. E d’altra parte è giusto aver previsto il pagamento del doppio del contributo unificato per chi propone appelli palesemente infondati. Noi avvocati siamo diventati più responsabili rispetto al passato. Rischiamo una sanzione».
La cancelleria telematica ha portato vantaggi?
«Non so se produrrà benefici anche se spero che siano tanti, vista la mole di problemi che ha creato a noi avvocati. Oltre alle spese per adeguare le apparecchiature e il tempo per imparare il meccanismo e farlo imparare ai dipendenti, c’è sempre il timore di commettere un errore che infici l’atto».
Ma ci sono sempre cause decennali? Cause in piedi da tempo immemorabile?
«Sì, ci sono. Sicuramente ci sono. Però l’ultima riforma del Codice di procedura civile ha sottratto agli avvocati la possibilità di allungare a dismisura e arbitrariamente la durata di un processo civile. Però faccio questo esempio: per un processo che qui a Grosseto è durato 5 anni, a Firenze mi hanno fissato l’appello per il 2019...»
A Grosseto, da anni, è stata adottata la ripartizione per materie, che il presidente del Tribunale, Michele Addimandi, ritiene dia buoni frutti?
«Io sono favorevole. Serve anche a capire l’orientamento, favorisce la composizione delle cause. I benefici si ottengono però solamente quando le materie sono affidate a giudici togati, non agli onorari».
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