Meteo
Soldi alla società del padre di Renzi, la Meloni attacca alla Camera
La parlamentare di Fratelli d'Italia chiede al governo di verificare eventuali irregolarità sul finanziamento garantito dalla finanziaria della Regione Toscana e se ci sono gli estremi del danno erariale
FIRENZE. Approda anche in Parlamento la vicenda della Chil srl, l'azienda del padre di Matteo Renzi, fallita dopo aver ottenuto un finanziamento garantito da Fidi Toscana, finanziaria partecipata dalla Regione Toscana. A chiedere che il governo verifichi se nelle procedure che hanno portato all'erogazione del finanziamento non siano state commesse "irregolarità" e se esistano gli estremi per contestare "il danno erariale" è la parlamentare di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.
Verificare gli estremi per il danno erariale
Per la precisione, Fratelli d'Italia ha presentato una mozione in Parlamento in cui denuncia una serie "di irregolarità" (presunte) riguardo la concessione di un finanziamento da 437mila euro alla Chil S.R.L di proprieta' della famiglia di Matteo Renzi. E chiede al Governo di verificare i fatti ed eventualmente "promuovere le opportune iniziative finalizzate alla contestazione del danno erariale e al recupero delle somme stanziate. I debiti creati dall'azienda di famiglia di Renzi - si legge nella mozione che ricostruisce l'intera vicenda - sono stati pagati con soldi pubblici sia tramite la finanziaria regionale sia tramite il fondo di garanzia dello Stato quando Matteo Renzi ricopriva ruoli apicali nelle istituzioni di riferimento". Ovvero la Provincia di Firenze, il Comune di Firenze e infine la presidenza del Consiglio dei ministri. "Stiamo parlando della stessa azienda per cui Matteo Renzi ha fatto lo strillone da ragazzo e nella quale figurava come dirigente in aspettativa quando è diventato presidente della Provincia", dice il consigliere regionale della Toscana Giovanni Donzelli illustrando l'iniziativa di Fdi alla Camera.
Società sotto inchiesta giudiziaria
La società, ricorda Giorgia Meloni, è anche finita al centro di un'indagine della procura di Genova per bancarotta fraudolenta. "Su questo aspetto - sottolinea - sta lavorando la magistratura e noi non ci esprimiamo. Il tema è però politico. E' normale che in un'Italia in cui gli imprenditori non riescono ad accedere al credito e si suicidano oltre 200mila euro di debiti della famiglia Renzi vengano pagati da fondi pubblici?".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
