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Treni nel caos per l'ennesimo sciopero: parte un regionale su 10
Un'altra giornata di passione dopo lo sciopero del 12 dicembre: una domenica da dimenticare per i viaggiatori. Nei festivi non ci sono neanche le fasce garantite. Molti di loro hanno dovuto aspettare per ore
Oltre duecento treni soppressi dalle 5 alle 15 di ieri. Spostarsi in treno, nel weekend appena trascorso, è risultata una missione quasi impossibile. Dopo lo sciopero generale di venerdì, in cui i ferrovieri hanno incrociato le braccia dalle 9 alle 16, ieri la circolazione dei convogli regionali è rimasta paralizzata a causa della giornata di astensione proclamata da alcune sigle sindacali autonome fra cui il Coordinamento autorganizzato trasporti. L’agitazione è iniziata alle 21 di sabato e si è conclusa alla stessa ora di domenica, anche se le ripercussioni sono poi proseguite fino alla tarda serata.
I rappresentanti del Cat hanno spiegato che in Toscana, dalle 5 alle 15 di ieri, sono partiti appena 25 treni regionali su 227 (l’11%). È stata quindi una giornata campale per chi avrebbe voluto o dovuto muoversi a bordo di un treno, nonostante le Frecce – come aveva annunciato Trenitalia – abbiano viaggiato regolarmente. Molte persone si sono sfogate sui gruppi Facebook aperti dai pendolari, scrivendo di essere state costrette a servirsi degli autobus. Sulla Pisa - Lucca - Aulla, ad esempio, hanno circolato pochissimi convogli: il numero 6833 in partenza dalla città della Torre alle 16,50 e il 6844 delle 18,31 che – seppur con pesantissimo ritardo – ha percorso il tragitto opposto. Un altro, quello partito alle 13,43 da Pisa Centrale alla volta di Aulla, ha raggiunto la stazione della Lunigiana un’ora dopo l’orario programmato.
Il comitato “Assemblea pendolari Lucca - Pisa”, in una nota, ha espresso il proprio disappunto in merito alla serie di scioperi degli ultimi giorni. I pendolari hanno criticato in particolare la decisione del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, di annullare il provvedimento di precettazione precedentemente annunciato nei confronti di chi avrebbe scioperato venerdì scorso. Ieri moltissime le soppressioni anche sulla Viareggio - Firenze, dove – secondo quanto ricostruito dai comitati dei viaggiatori – dal primo pomeriggio fino alle 18 non avrebbe circolato nessun treno. Caos anche sulla Arezzo - Firenze, con i pendolari del Valdarno particolarmente agguerriti sui social network.
«Ho quasi le lacrime dalla disperazione, sono in stazione dalle 5 di stamani, dopo nove ore di lavoro e 26 che sono in piedi – ha scritto ieri mattina Giacomo sul gruppo Facebook del comitato Pendolari Valdarno Direttissima – e alle 8 finalmente è partito un treno per il Valdarno, ovviamente senza percorrere la linea Direttissima (quella percorsa dalle Frecce e quindi più veloce per collegare Firenze alla provincia di Arezzo ndr). Noi lavoratori del weekend siamo sempre i più maltrattati, cosa ci vuole per cambiare la situazione? Non ho parole». Sul popolare social network i passeggeri, in attesa alle stazioni, cercavano di informarsi se un certo treno viaggiasse o meno. «Qualcosa sa se passa quello delle 17,29», ha chiesto Lucia. «È un terno al lotto», risponde Gabriele. Il sabato e la domenica, senza fasce di garanzia, non esistono convogli assicurati. E l’attesa, spesso, può essere infinita. Proprio come nel caso di Giacomo.
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