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Tirrenica, Atlantia vuole la maggioranza di Sat prima di presentare il progetto
Tozzi, direttore Infrastrutture della società: "Sarà un tracciato meno ambizioso se dobbiamo esentare i residenti della Toscana"
FIRENZE. Prima la scalata alla società, poi il progetto della Tirrenica. Solo quando Atlantia - la società che controlla il 100% di Autostrade per l'Italia - avrà di nuovo la maggioranza di Sat potrà presentare al ministero delle Infrastrutture il tracciato per l'autostrada della costa. Il Corridoio tirrenico, l'infrastruttura che da 40 anni è prevista nelle mappe d'Europa, ma che al momento si ferma a nord a Rosignano e, a sud, a fatica tenta di arrivare a Civitavecchia.
Progetto ridimensionato
L'annuncio arriva da Gennarino Tozzi, direttore Progetti Infrastrutturali di Atlantia spa al convegno sulle grandi infrastrutture toscane, in corso a Firenze. Rispetto a quanto annunciato una decina di giorni fa al ministero dei Trasporti, Tozzi sembra aver mosso qualche passo in avanti: sostiene, infatti, che il progetto "l'abbiamo già in testa e che è pronto". Ora è evidente che fra averlo in testa e avere un progetto definitivo (addirittura esecutivo) ce ne passa. Tuttavia, il manager ha chiaro che il progetto della Tirrenica - come prospettato in questo momento da Atlantia (e quindi da Autostrade per l'Italia) - è "un pochino meno ambizioso di quelli che sono fatti precedentemente. Il quadro della crisi porta traffici decisamente inferiori rispetto a qualche anno fa - spiega a Firenze - ed essendo un'opera che si deve pagare con le tariffe, che il governo vuole basse, che la Regione vuole senza pedaggi per residenti, deve essere necessariamente un progetto rivisto".
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Tracciato da 1.200 milioni
Parlando in termini più chiari e con qualche cifre, la situazione si potrebbe così riassumere: per realizzare un tracciato di minima che colleghi Civitavecchia a Rosignano, anche utilizzando la variante Aurelia che già esiste, i costi variano dagli 800 ai 1.200 milioni. Lo Stato in questo momento non è in grado di stanziare neppure un euro. Non ha a disposizione neanche i 270 milioni promessi in sede di Sblocca Italia e poi rimandati alla legge di Stabilità, pur volendo mantenere la Livorno-Civitavecchia trale infrastrutture di rilievo per il panorama nazionale. Questo significa che tutti i costi diventano a carico del concessionario, ovvero di Sat, come sempre avviene quando si va a costruire un tratto autostradale.
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Soci non più interessati all'investimento
Allora cosa c'è di diverso rispetto ad altre situazioni? Proprio quello che accenna Tozzi: i soci di Sat non sono più interessati a investire nella Tirrenica. Sia perché il traffico è diminuito, sia perché la propria situazione finanziaria è modificata dal 2008 a oggi. E stanno cercando di farsi liquidare la propria quota per uscire velocemente da Sat. Con Vianini - società del gruppo Caltagirone - è già stato trovato un accordo preliminare, che deve essere sottoscritto dal cda. Con gli altri soci, ancora l'accordo sulla liquidazione non è stato trovato. Ma è scontato che Mps non sia interessata a investire nell'autostrada. Tanto meno lo sono le cooperative emiliane. Ecco perché l'unico modo per salvare il progetto è che la maggioranza di Sat torni ad Autostrade per l'Italia che vanta concessioni in Italia per circa 2.800 chilometri e che, anche all'estero, attraverso Atlantia ha concessioni autostradali.
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Pedaggi più alti
Questo di per sé non basterebbe a garantire la realizzazione del progetto. E il governo lo sa. Infatti, nell'incontro di inizio dicembre Autostrade per l'Italia (e quindi Atlantia) ha fatto presente che il progetto si regge finanziariamente a una condizione: l'aumento del pedaggio su tutta la rete in concessione dell'1,5% (oltre all'aumento dell'Istat). Su questo il governo nutre forti perplessità perché la linea del ministero dei Trasporti per il 2015 sarebbe di non ritoccare i pedaggi più dell'aumento Istat che si aggira attorno all'1,5%. Ad Atlantia, invece, serve il doppio per finanziare la Tirrenica. Soprattutto in considerazione del fatto - ricorda Tozzi - che la Regione Toscana vuole l'esenzione dal pedaggio per i residenti (ai quali verrebbe a mancare il transito gratuito sulla variante Aurelia). Esenzione, fra l'altro, alla quale il governo non sarebbe neppure contrario.
Rossi: "Qualunque soluzione pur di tappar quel buco".
Enrico Rossi sulla Tirrenica si dice favorevole “a qualunque soluzione consenta di tappare il buco tra Rosignano e Civitavecchia, perchè la Toscana non può accettare la condanna all'isolamento della sua parte costiera e abbiamo il diritto di avere una risposta dal Governo”.
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