Il presidio
Tensione fra manifestanti e polizia, 8 contusi a Firenze
A protesta di Fn contro il degrado della periferia, rispondono gli antagonisti
FIRENZE. Dovevano restare lontani i due presidi organizzati a Firenze, uno da Forza nuova e l'altro da alcune forze di sinistra, tra le quali Sel, nel quartiere delle Piagge alla periferia di Firenze. Così è stato ma per evitare che i due gruppi si avvicinassero gli uni agli altri, polizia e carabinieri si sono dovuti frapporre con 3 cariche di alleggerimento per disperdere alcuni antagonisti che avevano cercato di lasciare la zona loro assegnata. Dopo una mezz'ora di tafferugli si contano 8 contusi, sette tra le forze dell'ordine e uno tra i manifestanti. E' accaduto sabato 6 dicembre.
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La tensione è salita quando il corteo degli antagonisti e del movimento di lotta per la casa ha raggiunto il presidio antifascista organizzato in via Pistoiese, a circa 500 metri da quello di Fn. L'estrema destra voleva portare l'attenzione sulle Piagge dove si vivono, almeno in parte, le contraddizioni emerse a Tor Sapienza, a Roma. Improvvisamente la testa del corteo è stata presa da una trentina di giovani con il volto coperto da passamontagna e caschi che hanno cercato di sfondare il cordone di polizia e carabinieri. E' partito un lancio di bottiglie, sassi e piastrelle di ceramica e nelle mani dei giovani sono comparsi alcuni bastoni e qualche fumogeno. Le forze dell'ordine hanno reagito e con tre brevi cariche di alleggerimento hanno disperso i manifestanti che, poco dopo, si sono ricompattati.
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Una breve trattativa con i responsabili della questura e il corteo è rientrato nel quartiere dirigendosi verso il centro delle Piagge, gestito da don Alessandro Santoro, anche lui presente insieme al consigliere comunale di Sel Tommaso Grassi, al presidio antifascista. Nel frattempo polizia e carabinieri hanno impedito agli aderenti di Forza nuova di muoversi dalla piazza che era stata loro concessa e raggiungere le Piagge dove la tensione era comunque forte anche per la "rabbia" di alcuni residenti nel quartiere. Qui l'emergenza abitativa e lavorativa sta crescendo e sempre più spesso mette gli uni contro gli altri. In particolare alcuni hanno contestato don Santoro e la presenza di immigrati nel corteo. Nel maggio scorso il furgone della comunità di base delle Piagge, usato per la raccolta e il riciclaggio di materiali ferrosi, venne bruciato e distrutto da ignoti che lasciarono scritte deliranti e ingiuriose nelle capanne del centro gestito dal sacerdote e dalla comunità. Dalle finestre di alcune case e da un gruppo radunatosi vicino a un bar, controllato a distanza dalla polizia, sono partite proteste contro il corteo che dopo un breve comizio davanti al centro si è sciolto.
Dalla Comunità si sottolinea come "il quartiere non deve diventare terreno di scontro di una guerra fra poveri". Per don Santoro, il corteo doveva fermarsi al presidio antifascista, "ma anche le forze dell'ordine potevano cercare di dialogare con chi lo guidava. Non c'era bisogno di arrivare a quello che è successo".
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