Il Tirreno

Toscana

La cassa integrazione rallenta in Toscana

di Gabriele Firmani
La cassa integrazione rallenta in Toscana

Una frenata nel ricorso da parte di piccole e grandi aziende, che però, avverte la Cgil toscana, deve comunque essere letta «con estrema prudenza»

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FIRENZE. Rallenta sul territorio toscano nel mese di luglio il ricorso alla cassa integrazione: se nei primi sei mesi dell’anno la richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali aveva fatto segnare un balzo pari al +33% rispetto al livello registrato a fine del 2012, il dato aggregato dell’intero periodo gennaio-luglio, segnala invece una richiesta di finanziamento di nuove ore di cassa integrazione da parte delle imprese toscane, in forte rallentamento: il tasso di crescita, seppur sempre a due cifre, scende infatti al +20% rispetto al livello di chiusura del 2012.

Una frenata nel ricorso alla cassa integrazione da parte di piccole e grandi aziende, che però, avverte la Cgil toscana, che ha diffuso ieri i nuovi dati, deve comunque essere letta «con estrema prudenza e senza facili trionfalismi».

«A incidere sulla vistosa diminuzione rispetto al precedente periodo gennaio-giugno - sottolinea Daniele Quiriconi, responsabile mercato del lavoro della Cgil Toscana - è stata senz’altro una buona tenuta del comparto turistico e del settore manifatturiero, che fisiologicamente reggono meglio la stagione estiva, ma anche e soprattutto la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga, che automaticamente ha portato a una forte riduzione del numero di domande che sono state autorizzate dall’Inps».

Necessario dunque per la Cgil, l’immediato rifinanziamento da parte del Governo del capitolo destinato agli ammortizzatori sociali: «questo - aggiunge Quiriconi - passi attraverso una riduzione delle spese militari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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