Il presidio
Volley e ombrelloni: che brutte sorprese sulla spiaggia dei sogni
Cala di Forno in Maremma per Legambiente è una delle più belle d’Italia, quasi inaccessibile. Ma una volta sul posto...
Signori e signori, benvenuti a Cala di Forno, una delle spiagge migliori d'Italia secondo Legambiente, accessibile via mare o attraverso una camminata in mezzo alla natura più incontaminata della Maremma. Uno spettacolo unico, secondo guide turistiche, siti specializzati e persone che l'hanno ammirata in film come Al lupo al lupo, In viaggio con papà, Non ci resta che piangere e Viola bacia tutti. Solitaria e selvaggia, dicono, è tra le attrazioni del Parco della Maremma, che la offre tra gli itinerari ai turisti, ma solo dopo un percorso di due ore a piedi sotto il sole, lungo un sentiero che va anche in salita e che attraversa una vegetazione rigogliosa e selvaggia, quella sì. Mentre cammini faticando in così tanta natura, il mare ti chiama.
VIDEO Spiaggia dei sogni? Mica Tanto...
Appena intravedi le onde ti trovi davanti ciò che non ti aspetti: un campo da beach volley, tende ombreggianti fatte con legni arrivati sull'arenile grazie alle mareggiate, un bel po' di gente, castelli di sabbia fatti da chi è già lì da alcune ore, qualche canoa, un complesso di case in puro stile maremmano, ma pur sempre abitazioni. Insomma, civiltà. Compresa un'auto parcheggiata a ridosso della sabbia. Niente a che vedere col pienone da weekend mordi e fuggi degli stabilimenti balneari o le spiagge libere accessibili facilmente. Ma comunque persone che non hanno faticato neanche un po' per arrivare fin lì. «È come ci accade quando facciamo trekking in montagna, fai una fatica immane per ore e ore. Ma quando arrivi in quota trovi quelli che ci sono arrivati in auto», racconta Antonio Veschetti di Treviso, uno dei 20 che ieri hanno pagato 30 euro, insieme alla moglie e che, dopo essersi radunati ad Alberese, al centro visite del parco, sono saliti sull'autobus alle 10 e, dopo un'ora di tragitto e di spiegazione su com'era la Maremma un tempo da parte della guida ambientale escursionistica, Pierfrancesco Santucci, si sono incamminati per vedere questa spiaggia così decantata. E pensare che Cala di Forno è stata aperta al pubblico nel periodo estivo solo l'anno scorso
Da Legambiente Turismo raccontano che la spiaggia è stata scelta in base a un sondaggio online: 8500 i partecipanti, 2578 hanno votato Cala Bianca nel Cilento. Le altre spiagge votate, fra le quali Cala di Forno, a seguire tutte alla pari. Questo il criterio. Il resto lo ha fatto il marketing di Legambiente e anche del Parco, che parla di spiaggia quasi inaccessibile, selvaggia. Qui si arriva faticosamente a piedi . Oppure si soggiorna come a Rimini. Basta pagare.
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