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Weekend quasi invernale temporali e neve sui monti

Weekend quasi invernale temporali e neve sui monti

In arrivo aria gelida dalla Groenlandia: il maltempo durerà un paio di giorni. Allarme mareggiate lungo tutta la costa e sull’Arcipelago con venti forti

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Sarà un weekend tutt’altro che primaverile: domenica dobbiamo anzi aspettarci un colpo di coda dell’inverno, con brusco abbassamento delle temperature e nevicate sull’Appennino oltre i 1500 metri. Intanto già dalla mezzanotte è scattata l’allerta mareggiate sulla costa toscana e l’Arcipelago. La situazione critica - dalla Versilia alla Val di Cornia, più le isole - durerà fino alle 22 di sabato. Si prevede mare agitato a nord dell'Elba con ripercussioni sui litorali esposti.

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Già venerdì mattina si sono avute apiogge nella parte settentrionale della regione, che possono avere anche carattere di rovescio o temporale. Nel pomeriggio variabilità nelle zone interne con brevi scrosci. Le temperature dappertutto in diminuzione e su valori molto al di sotto delle medie stagionali.

Ma è da sabato che la situazione peggiora in modo più marcato con piogge diffuse un po’ su tutta la regione e neve in montagna. «La massa di aria fredda già partita dalla Groenlandia - dice il meteorologo Lorenzo Catania - è pronta a riportare indietro l’Europa di due o tre mesi almeno per un paio di giorni. Sarà una sfuriata veloce ma non è detto che più avanti non si replichi».

Sabato dunque i venti freddi artici irromperanno dal Golfo del Leone verso le regioni tirreniche per poi estendersi a tutta la penisola nella giornata di domenica, preceduti e seguiti da piogge e temporali. Si prevedono anche nevicate oltre i 1500 metri.

Domenica continuerà a piovere, soprattutto la mattina, e i temporali potranno assumere la forma di grandinate, in particolare nelle zone interne. I venti resteranno forti e freschi, le temperature sempre al di sotto delle medie stagionale (l’aria fredda si sposterà anche a sud).

Quello del weekend sarà un episodio anomalo ma non eccezionale: già diverse altre volte è capitato che tra la fine di maggio e l’inizio di giugno ci fosse un’irruzione di aria artica a spezzare la primavera. Più particolare invece la persistenza della circolazione dei venti, che favorisce continui passaggi di perturbazioni al Centro-Nord.

Insomma - nota Catania - «è l'alta pressione a mancare sulla scena mediterranea, proprio quell'anticiclone delle Azzorre che quest'anno non si è ancora fatto vedere, se non per quattro o cinque giorni, oramai più di un mese fa».

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