Il presidio
Quattromila studenti pronti a lavorare alla Pam di domenica
Pioggia di domande ma i posti disponibili sono solo 40 Cgil: così non si crea occupazione, si alimenta la precarietà
Sono quattromila – per quaranta posti disponibili – i giovani toscani che hanno inviato il proprio curriculum al Gruppo Pam, il player veneto della grande distribuzione organizzata che in Toscana alla fine degli anni ’90 rilevò la rete Superal e che un mese fa ha annunciato nuove assunzioni (che poco piacciono a Cgil Filcams) rivolte al target degli studenti, esclusivamente per le aperture domenicali. La pioggia di curricula è un misuratore dello stato di crisi del mercato del lavoro toscano e della percezione delle opportunità che i giovani ritengono di avere: in quattromila si candidano per lavorare (con contratto a termine) in media quattro giorni al mese – sfatando il mito della domenica come giorno deputato al divertimento – e ricavarne uno stipendio mensile da 300 euro netti (85 euro circa a domenica, 10 euro all’ora, paga oraria prevista dal contratto collettivo nazionale del commercio per un addetto alla vendita di quinto livello).
«Riceviamo ogni giorno una cinquantina di candidature – nota Tommaso Cutrera, direttore della Pam di via Ferrucci di Prato, punto vendita sopra al quale ha sede la direzione regionale – Si tratta di ragazzi e di ragazze, con una proporzione di 50 a 50. C’è chi ha necessità di lavorare e chi vuole denari per una vacanza; chi è personalmente motivato e chi è spinto dalla famiglia». L’opportunità è offerta a giovani (tendenzialmente della fascia d’età 18-25 anni) con lo status di studente, documentato, in prima battuta, dal curriculum: andranno a lavorare nei punti vendita distribuiti un po’ in tutta la Toscana. I colloqui sono già partiti. È credibile che si proceda ad una scrematura: una carta in più può averla «chi dimostra di aver svolto uno stage estivo a contatto con il pubblico – aggiunge Cutrera – anche in ambiti diversi da quello della vendita». La spa veneta contatta direttamente gli aspiranti. I colloqui si svolgono a Prato, negli uffici della direzione regionale (per chi è residente nell’entroterra toscano, da Lucca a Firenze, ad Arezzo) e nei singoli punti vendita (per chi vive nei comuni lungo la costa). «Su Prato siamo pronti per nuove assunzioni e qualche giovane comincerà a lavorare da domenica 22 aprile – annuncia Alessandro Calvani, responsabile personale del Gruppo Pam per la Toscana – L’iniziativa ha avuto un buon ritorno e può produrre un ottimo bacino da cui attingere in futuro: il direttore di Pam Grosseto era uno studente-lavoratore».
La società di Venezia era certa che l’annuncio avrebbe colpito il bersaglio, ma un simile successo non era previsto; proviene dalla Toscana il 50 per cento degli 8mila curricula che il Gruppo Pam ha ricevuto a livello Italia (l’iniziativa rivolta agli studenti riguarda tutte le aree del Belpaese in cui Pam opera): sarà perché nella regioneo l’offerta ha goduto di grande pubblicizzazione o sarà perché qui la crisi morde più che altrove, ma tant’è. Sulla bontà dell’iniziativa però Cgil Filcams è di altra opinione: «L’illusione è che chi studia può avere un lavoretto – commenta Barbara Orlandi, Cgil Filcams Firenze – Così non si produce buona occupazione ma si alimenta la precarietà. Pam pubblicizza assunzioni ma è un’azienda che ha prodotto licenziamenti: ha chiuso quattro anni fa a Novoli, tre mesi fa a Scandicci e per il Centro carni di qualità (area Mercafir) ha firmato una procedura di mobilità per 31 lavoratori su 43».
E ancora, “Pam ha intenzione di far rientrare la domenica nell’orario ordinario (sparisce dunque il “benefit” dello straordinario domenicale per i dipendenti in forza) - affondano Cinzia Bernardini e Massimiliano Bindocci, rispettivamente Cgil Filcams Pisa e Lucca – Aggiunge da una parte mentre toglie dall’altra». Bindocci incalza: «Le assunzioni domenicali? Saranno una manciata, non più di 5-6 – dice – È una trovata pubblicitaria per simulare uno sviluppo che non c’è; Pam dichiara esuberi in tutta la provincia di Lucca».
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