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Freya e Jannik, la lince e il markhor: ecco i due nuovi arrivi allo zoo di Pistoia

di Giancarlo Fioretti
La lince e il markhor
La lince e il markhor

Due storie diverse, d’amore per la natura: la cacciatrice è stata recuperata dopo 10 anni di detenzione in uno sgabuzzino, la capretta è nata qui la sua specie è minacciata di estinzione

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PISTOIA. Jannik, piccolo markhor del Turkmenistan dalle grandi doti di arrampicatore, e Freya, lince euroasiatica di oltre dieci anni dal grande istinto di cacciatrice. Due nuovi arrivi e due storie diverse che vanno ad allietare l’atmosfera dello zoo di Pistoia. Fondato nel 1970, il giardino zoologico pistoiese si estende su una superficie complessiva di 14 ettari. Posto alla periferia nord est della città, in prossimità della valle del Vincio, è facilmente raggiungibile dal casello autostradale della A11 e dalla stazione ferroviaria di Pistoia. Ed è meta di molte famiglie anche durante il periodo estivo.

Le due storie

Se però Jannik ha visto la luce proprio nel giardino zoologico della nostra città, Freya è approdata allo zoo pistoiese dopo una serie di lunghe e travagliate peregrinazioni. Salvata da chi la deteneva illegalmente nella lontana Lituania, costringendola a vivere in uno spazio angusto senza quasi alcuna libertà di movimento, è arrivata a Pistoia dopo essere transitata dal Wildlife rescue centre della lithuanian university di Vilnius e dal Natuurhulpcentrum di Bruxelles. In queste due strutture è stata rimessa in sesto. Le sono stati fatti perdere gli oltre 10 chili di peso oltre il normale livello per gli animali di questa specie, che aveva accumulato in tanti anni di inattività forzata. Una volta acquisita una condizione soddisfacente, la lince è stata inserita in un programma di inserimento in struttura, che vede anche la partecipazione dello zoo di Pistoia. Questa storia così travagliata ha conferito all’animale un carattere ancora più schivo del normale. Il tempo e l’amore degli operatori dello zoo sapranno tuttavia curare queste ferite, schiudendole un futuro di serenità.

Per Jannik invece la vita è partita con la luna giusta. Il cucciolo è infatti nato all’ombra del campanile di san Jacopo nell’ambito di un programma europeo di gestione e conservazione della fauna denominato Eep. Questi sono progetti a respiro europeo per la conservazione delle specie animali tendenti non solo a salvaguardarne la consistenza numerica ma anche e soprattutto il patrimonio genetico. Esiste infatti un registro che comprende esattamente tutti gli esemplari di una specie, di norma protetta o a rischio di estinzione, con l’esatta indicazione del luogo in cui si trovano. Viene inoltre tracciata l’origine di ogni nuovo nato e viene designato, a livello europeo, un responsabile per ogni specie.

Nel registro viene presa nota delle nascite, dei decessi, delle eventuali patologie contratte e di ogni altra informazione che venga ritenuta utile. Le nascite quindi non sono casuali ma sono il frutto di un lungo e paziente lavoro di ricerca da parte dello staff che si occupa di questo progetto e possono coinvolgere animali che si trovano in giardini zoologici anche molto distanti fra loro. Il giardino zoologico di Pistoia partecipa quindi a numerosi programmi eep e contribuisce attivamente alla gestione di diverse specie minacciate. La nascita di Jannik, chiamato così in onore del tennista Jannik Sinner, piccolo markhor del Turkmenistan, ne è un esempio concreto.

Non si tratta infatti solo di un evento emozionante ma del risultato di un progetto europeo condiviso che coinvolge decine e decine di giardini zoologici e centinaia di professionisti impegnati nella biodiversità.

Per il futuro lo zoo di Pistoia ha intenzione di continuare a seguire questo percorso. La dirigenza della struttura è infatti è impegnata in un monitoraggio continuo della situazione ed è pronta ad accogliere altri animali in difficoltà come la lince euroasiatica Freya o a favorire la nascita e la crescita di cuccioli come il piccolo Jannik, la cui specie va tutelata dalla noncuranza dell’uomo.

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