Funghi porcini in Toscana, dove trovarli adesso: i boschi migliori e i consigli del micologo
Il micologo Massimo Antonini, studioso molto affezionato alla montagna pistoiese, indica le dritte giuste per divertirsi in sicurezza e rispetta-re l’ecosistema
Amanti del fungo porcino: non è ancora persa la speranza di raccogliere un bel paniere di funghi. L’importante è andare per i sentieri che si trovano nelle faggete e nei castagneti e non nelle conifere, più delicate e in questa stagione non ricche di funghi.
Parola del micologo Massimo Antonini, studioso molto affezionato alla montagna pistoiese e non solo, che in passato è salito per diversi anni a Cutigliano in occasione di varie manifestazioni legate alla micologia. «Rispetto agli anni passati relativi a questo periodo - spiega Antonini - siamo in una media più bassa. Ma i porcini si continuano a trovare in gran parte della costa appenninica della Toscana. Sia verso Pratomagno nell’aretino ma anche sulla montagna pistoiese, da Abetone-Doganaccia e anche nella Foresta del Teso sopra Maresca. Forse non in quantità enormi ma per i fungai appassionati di questo frutto, la raccolta non è ancora finita. Anche perché quest’anno la stagione è partita un po’in ritardo, diciamo dopo aver superato le temperature fredde di maggio e in parte di giugno».
Gli esperti dicono anche che sono funghi di qualità alta. Quindi, cari fungai, potete avventurarvi nei boschi che meglio conoscete in cerca di “sua maestà il porcino” o di altri funghi commestibili. L’importante è che l’escursione venga fatta rispettando i regolamenti in vigore ed avendo una minima preparazione per non incorrere nella raccolta di funghi tossici o addirittura velenosi. «Le raccomandazioni non sono mai troppe - spiega ancora Massimo Antonini - e la prima è il rispetto dei regolamenti. Soprattutto nel quantitativo raccolto, rispetto anche della specie di raccolta consentita ed avere una minima conoscenza del fungo. Faccio solo due esempi. Sembra strano ma incorrere nell’“Amanita phalloides”, il fungo più velenoso e mortale che esista, non è difficile. Bisogna saperla riconoscere. Inoltre molti raccolgono l’ovulo piccolo, ma non si può. Bisogna aspettare che sia grande nel rispetto dell’ecosistema».
Se l’appassionato di funghi desidera avventurarsi per boschi in cerca di funghi preparato e con una certa cultura micologica, adesso lo può fare. A settembre, infatti, a Lucca sarà organizzato un corso formativo in questa materia per diventare micologo. «Questo corso rappresenta una grande opportunità - conclude Massimo Antonini - perché può dare anche uno sbocco professionale. Nel senso che la Toscana, quasi regione pioniera sotto questo aspetto, ha dato la possibilità di certificare il fungo anche al micologo privato, non passando dall’Asl. Certificazione che poi consentirà sia l’utilizzo diretto del prodotto ma anche la sua commercializzazione».
Si svolgerà a Lucca e si svolgerà da settembre ad ottobre, con possibilità di escursioni sul campo in tutta la Toscana, lezioni in aula, e una parte sincrona su Zoom. Il requisito minimo è quello di avere un diploma di scuola superiore. Infine, conclude Antonini, «un consiglio, la raccolta di funghi si dovrebbe vivere come attività psico-fisica rilassante, rigenerativa».
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