Dario Ballantini show: «Amo gli affabulatori come Fo, ma detesto chi racconta balle»
L’hanno scambiato per Papa Francesco e Nanni Moretti: «Ho studiato Petrolini ma se ho l’ispirazione dipingo». Il 3 agosto sarà al Campionato della bugia alle Piastre
È stato scambiato per Papa Francesco e Nanni Moretti e la sua imitazione migliore è quella di Gino Paoli. Poi odia le bugie, non le ha mai dette. Dario Ballantini, 61enne, livornese, il prossimo 3 agosto sarà ospite del Campionato della Bugia che si svolge a Le Piastre, paese in provincia di Pistoia che si trova sulla montagna.
Ballantini è stato invitato alla manifestazione, che raduna i più bugiardi d'Italia, a tenere la sua lectio magistralis sul palco che sarà allestito nella piazza paesana e dove saliranno i concorrenti per raccontare la loro storielle surreali. L'imitatore livornese si racconta e confessa di non aver mai sentito parlare di questo campionato. Quarant'anni di carriera, divisa tra cinema, televisione e teatri. Di lui il grande pubblico si ricorda soprattutto l'imitazione fatta di Valentino, uno dei re dell'alta moda, conosciuta attraverso il programma satirico “Striscia la notizia”. Ma Dario ha al suo attivo oltre 70 imitazioni di volti conosciuti ed ognuno è stato un successo. Attività che svolge parallelamente a quella di pittore. Perché, e forse non tutti lo sanno, Ballantini è poliedrico e coltiva anche l'amore per la pittura con lo stesso successo che riscontra quando sale su un palco.
Ma quando ha capito di avere questa passione?
«Fin da bambino perché nella mia famiglia avevo un parente comico ed uno pittore. E quindi sono cresciuto con questi due esempi. Un po' sarà stata trasmissione di geni e un po' passione mia personale, a differenza di loro io ne ho fatte due professioni».
Leggendo la sua biografia è definito trasformista. Le piace come definizione?
«Da un certo punto di vita lo sono, ma non nel senso di Brachetti, che si basa sulla velocità. Io lo sono in quanto, imitando altri, divento loro stessi. Forse è più corretto imitatore/trasformista»
Quaranta anni di carriera ma conquistata con impegno dopo una quindicina di anni di gavetta partita agli inizi degli anni Ottanta. A quale personaggio imitato è più legato?
«Mi viene in mente di getto Lucio Dalla perché ho una vera passione per Lucio, tanto che è il “protagonista” di uno dei miei spettacoli, ma anche quella fatta a Gino Paoli. Addirittura una volta il figlio mi ha scambiato per lui».
Lei si divide quindi tra l'essere comico e pittore. Si sente più l'uno o l'altro?
«Convivo con entrambi, da sempre. Dipingere è più viscerale, devo avere una ispirazione. Il comico si basa più sulla tecnica e lo studio».
Ma veniamo alle bugie. Lei le dice?
«Assolutamente no, le detesto e mi danno fastidio i bugiardi. Sono sempre stato così, mai tollerate. Magari apprezzo l'affabulazione, quella tipo Dario Fo».
Ma lei lo conosceva questo strano campionato della bugia piastrese ?
«No, non ne avevo mai sentito parlare. Mi dispiace»
Ma sulla montagna pistoiese è mai venuto?
«Si certo. Negli anni Ottanta venni anche a San Marcello per degli spettacoli. Poi sono molto amico di Vauro che è pistoiese».
Dario Ballantini arriverà quindi la prima domenica di agosto a Le Piastre e, oltre ad essere presidente della giuria che decreterà il vincitore più bugiardo d'Italia, salirà anche sul palco per dire la sua lectio magistralis, come è consuetudine facciano i grandi nomi invitati dall'Accademia della Bugia.
Ballantini ci può fare qualche anticipazione su cosa dirà o vuole tenere tutto segreto?
«Posso dire che racconterò di me stesso, della mia professione attraverso degli aneddoti e delle imitazioni». Perché in qualche modo, essere trasformista fingendo di essere un altro, è come dire una bugia. Dario Ballantini prosegue sulle scene con gli spettacoli “Da Balla a Dalla”, dedicato all'amico cantante, “Ballantini e Petrolini”, il grande attore che lo ha ispirato e che lui stesso ha studiato, “Lo spettacolo di Ballantini”, per festeggiare 40 anni di carriera e con spettacoli dove canta delle cover imitando il cantante di turno.
