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Giovani e tendenze

Moto,  l’impennata è rosa: in Toscana record di vendite. I numeri e le curiosità

di Luca Balestri
Moto,&nbsp; l’impennata è rosa: in Toscana record di vendite. I numeri e le curiosità<br>

Nei primi dieci mesi del 2024 un mezzo su quattro comprato da donne. L’aumento negli ultimi tre anni è costante: il trend riguarda tutto il Paese

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Il settore dei motocicli corre veloce in tutta Europa, e in Italia non è da meno. Diversi i numeri presentati all’Eicma di Milano, la più importante manifestazione fieristica del mondo interamente dedicata alle due ruote. Quello che salta subito all’occhio è che a correre non sono solo gli uomini, ma anche le donne. In Toscana c’è un trend significativo che indica che le donne si stanno sempre più avvicinando ai mezzi a due ruote. Questo dimostrano i dati forniti dall’Automobile Club d’Italia (Aci). Nella nostra regione nel 2022 sono stati venduti 22.160 motoveicoli: 17.357 sono di proprietà degli uomini, mentre 4.803 delle donne. Un aumento dei motoveicoli acquistati dalle donne in Toscana c’è stata anche nel 2023: esattamente mille in più rispetto all’anno precedente, cioè 5.803, a fronte dei 20.422 veicoli venduti agli uomini. Per un totale, nel 2023, di 26.225 motoveicoli venduti in Toscana. E l’anno scorso, dal primo gennaio al 31 ottobre, il trend non si è invertito, anzi. Le donne toscane hanno acquistato 5.554 motoveicoli, a fronte di 19.485 mezzi comprati dai toscani. Per un totale di 25.039 veicoli venduti.

Neanche il mercato nazionale mostra alcun segno di crisi. Anzi, secondo i dati divulgati dall’associazione dei costruttori europei ACEM, l’Italia, insieme alla Spagna, è il mercato trainante a livello europeo, per i motoveicoli. Sono quaranta milioni i mezzi a due ruote in circolazione in Europa. E l’industria conta ben 390mila addetti, per un valore di produzione che sfiora i ventidue miliardi di euro. I marchi made in Italy sono ventisei, e su tutti predomina la Piaggio, che vende oltre mezzo milione di pezzi all’anno, avendo così un giro di affari di circa un miliardo e mezzo di euro. Questi i dati forniti dall’Icribis, società di rating e analisi commerciali.

Contando anche le attività straniere nel nostro Paese, sono circa 400 le imprese attive nel settore dei motocicli. Due terzi di queste producono accessori e pezzi separati, mentre il restante terso è diviso tra aziende che producono motocicli (27,7 percento), realtà che realizzano motocicli e motoveicoli (3,6 percento), imprese che fabbricano motori per motocicli (2,3 percento) produttori di motocicli (1 percento). Sempre secondo Icribis, tre imprese del settore su quattro si trovano nell’area Nord-Ovest (38,4 percento) e Nord-Est (35,1 percento) dell’Italia. Seguono il Centro (16,2 percento), il sud Italia (8,3 percento) e le Isole (2 percento). La Toscana è al quinto posto come area di maggior concentrazione di realtà che realizzano motocicli, ciclomotori e relativi componenti, dopo Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. A livello provinciale, invece, è Bologna a regnare. Sulla scia della maggior parte delle imprese italiane, anche la dimensione delle attività che si occupano del settore dei motocicli è di dimensione ridotta.

Infatti, due su tre sono microimprese, con meno di dieci dipendenti e un giro d’affari sotto i due milioni di euro. Un’impresa su tre è individuale. Ad essere di dimensione più piccola sono le aziende che producono pezzi di ricambio e parti specifiche del mezzo. Infatti, le imprese che realizzano motocicli e ciclomotori impiegano in media 24,1 unità. A tenere sono quindi anche i conti delle aziende, come dimostra ancora una volta lo studio Icribis. Dal punto di vista dell’affidabilità, il 17,6 percento delle imprese analizzate ha un indice di rischio minimo, e il 19,8 percento ha uno score più basso della media. Le imprese con un rischio massimo sono il 15,8 percento, mentre quelle con un rischio più alto della media il 46,8% del totale della popolazione. Da sottolineare anche come le aziende italiane siano protagoniste anche del mercato internazionale. Lo studio Icribis sottolinea che, tra le imprese analizzate, il 28,2 percento fa registrare uno score di internazionalizzazione massimo, il 20,6 percento un punteggio sopra la media, il 14,5 percento uno score medio. Non va peggio l’innovazione delle nostre aziende: il 19,3 percento ha uno score di innovazione massimo, il 32,8 percento è sopra la media e il 15,3 percento è nella media. l
 

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