Toscana
I piatti delle vere massaie, Di Gianni e la svolta tra i fornelli nel suo ristorante “La Sorgente” a Capannoli
A 60 anni è stato rapito dalla nostalgia dei profumi e dei sapori di una volta e ha preso le redini della cucina: «Che piacere le tavole della domenica...»
Da oltre 40 anni è uno stimato imprenditore impegnato nel settore del recupero e della valorizzazione del patrimonio edilizio-immobiliare. Ha avuto innumerevoli incarichi nei comparti bancario e finanziario (consigliere della Fidi Toscana spa, la finanziaria della Regione Toscana, consigliere della Cassa di Risparmio di San Miniato, consigliere della Cassa di Risparmio di Volterra, presidente della San Genesio spa), in politica (consigliere comunale a Montopoli Valdarno, segretario provinciale del Ccd, candidato a sindaco di San Miniato) e nel mondo associativo (vice presidente regionale degli edili Confapi, consigliere del Consorzio provinciale di Bonifica, socio dell’Ente Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato).
Nella sua vita il cavaliere (al merito della Repubblica) Michele Di Gianni alle svolte c’è sicuramente abituato. Ma ora, con ogni probabilità, sta gestendo quella definitiva. Perché è perfettamente in linea con il suo essere, ancorata alle sue radici, a ciò che ha imparato sin da piccolo nella sua famiglia. Gli odori e i sapori di una volta lo hanno riconquistato da sessantenne e gli hanno disegnato il perimetro di una seconda vita in cui si trova perfettamente a suo agio. Da un po’ di tempo Di Gianni ha scelto infatti di seguire in prima persona la cucina del ristorante della sua casa-vacanze “La Sorgente”, situata in una location da favola nel comune di Capannoli (Pisa), in località Bosco, lungo la via Volterrana. «Ho deciso – ci spiega – di dare un’impronta tutta personale al menù e ai piatti. I miei clienti dovranno essere sempre certi di trovare un’offerta culinaria strettamente legata a esperienze vissute e al territorio».
Di ricordi da declinare tra i fornelli Di Gianni ne ha tantissimi e il passato trascorso in quella famiglia contadina da cui proviene si sta pian piano trasformando in autentiche bontà da degustare con piena soddisfazione. «Già da bimbetto – racconta Di Gianni – ero incredibilmente attratto dai sapori che sprigionavano le cucine delle massaie di una volta. Ero sempre tra le loro gonne... Che piacere le tavolate della domenica, con pranzi anche per venti persone».
La festa era rappresentata dalla conserva fatta in casa coi pomodori dell’orto, dalla damigiana riempita dai peperoni sottaceto, dalla pasta tirata col mattarello, dai cavatelli e dai fusilli fatti col ferretto (il tipico bastoncino di ottone usato nelle migliori tradizioni meridionali), dalla frittata di peperoni con l’insalata, dai carciofi, zucchine e peperoni ripieni alla contadina, dai cappellacci alla zucca al ragù di suino grigio, dal coniglio in teglia. «Piacciono tantissimo i miei ravioli – riprende Di Gianni –. E sapete il perché? Hanno un tratto distintivo rispetto a tutti gli altri, utilizzo infatti solo un uovo per chilogrammo di farina e il ripieno è fatto di menta, pecorino e ricotta».
Di Gianni ha dalla sua anche degli ottimi consulenti-consiglieri: sono i figli Gioele e Sara, il primo laureato in Scienze del turismo e sommelier e la seconda diplomata all’alta scuola di pasticceria dell’Alma. Un’intera famiglia per cucinare il territorio.
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