Il Tirreno

Libri

Quando la vita passa dalla stazione

di Sabrina Chiellini
Quando la vita passa dalla stazione

Santa Maria Novella, volti e storie di Tommaso Giani

07 dicembre 2023
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“Diari dalla stazione, arrivi e partenze" è il titolo del libro scritto da Tommaso Giani, insegnante di Pontedera, che vive e lavora nel comprensorio del Cuoio, alterandosi tra la scuola di Fucecchio e l'assistenza ai senzattetto di Santa Croce sull'Arno.

La maggior parte dei viaggiatori che passano dalla stazione di Firenze, sono presi dai loro problemi, vedono solo le pietre, il telefono e tanta gente. Invece nelle pagine del libro Giani ci aiuta a vedere le persone: con i loro nomi, la loro voce, le loro storie. "Sono persone vive, proprio come me: anche loro hanno aspirazioni, desideri, dolori e difficoltà.

E anzi, la stazione è un luogo in cui proprio i più fragili e poveri (gli “scartati” dalla società, come li chiama papa Francesco) hanno trovato un luogo “ultimo” da cui non essere cacciati. Le conversazioni, pazienti e appassionate, di Tommaso tracciano un contesto politico: quello in cui conta sempre di più il profitto, sempre meno le persone.

«Raccontano la sordità dello Stato, del Comune, degli interessi che ruotano intorno alle grandi stazioni. Ci dicono che viviamo un tempo ingiusto, duro, disumano» si legge nella prefazione a cura di Tomaso Montanari.

Ma ci dicono anche che – per usare le celebri parole di Italo Calvino – in mezzo all’inferno si trova anche ciò che non è inferno: e tutto sta nel dargli spazio, e farlo vivere.

È quel che Tommaso fa. Lui, diacono del nostro tempo che distribuisce ai poveri il dono più grande: quello di una umanità empatica e aperta. Il dono di una fraternità possibile.

Questo diario ha il potere di ribaltare gerarchie e sicurezze: sono lì, alla Stazione, quelli che salvano il mondo. I poveri, i derelitti, i traditi, i dimenticati. È lì che Dio si fa trovare: vedere, toccare. In ciascuno di loro.

E insieme agli ultimi, Tommaso incontra lavoratori e lavoratrici che amano quello che fanno, e lo fanno con umanità e giustizia.

Poveri e giusti: sono quelli per cui il Signore ancora non inabissa questa società (e questa nostra amata città) così ingiusta e terribile. Sono loro che aiutano noi, se solo sappiamo vederli, ascoltarli.

Proprio quello che io non ho mai fatto, per tutti questi anni. Io non lo so se avrò il coraggio e la generosità di andare a cercarli, ora. Ma so che non passerò mai più da Santa Maria Novella senza “vederli”: senza cercare volti, storie, destini che ora conosco. Queste pagine ci fanno un grande dono: ci fanno battere nel petto, nonostante tutto, un cuore di carne.




 

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