Il Tirreno

Tra blu e green

Il bagno Nuova Italia di Viareggio punta sulla raccolta differenziata

di Giacomo Corsetti
Piero Bellandi e sua figlia Sara, titolari del bagno Nuova Italia di Viareggio
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Piero Bellandi e sua figlia Sara, titolari del bagno Nuova Italia di Viareggio

I proprietari Bellandi: «È tutto temporizzato sia i rubinetti interni sia i servizi igienici con l’obiettivo di ridurre al minimo gli sprechi e anche i consumi d’acqua»

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Un luogo di tranquillità che prende la forma di circa 140 ombrelloni e 20 tende, con una grande piscina ad allietare ulteriormente i tanti clienti che affollato la spiaggia nei mesi estivi da giugno a inizio settembre. Siamo allo stabilimento balneare Nuova Italia di Viareggio, uno dei più longevi del litorale viareggino, affiliato a Confcommercio Lucca Massa Carrara.

Abbiamo parlato di tutela dell’ambiente e risparmio energetico insieme a Piero Bellandi, proprietario, insieme alla figlia Sara, dello stabilimento balneare.

«Tutti i servizi di acqua calda vengono prodotti tramite il nostro solare termico – spiega Bellandi – A livello idrico è tutto temporizzato, sia i rubinetti interni che i servizi igienici, e abbiamo installato il doppio sciacquone per limitare i consumi al massimo».

«Facciamo particolare attenzione – continua – alla raccolta differenziata con una serie di bidoni differenziati posti in ogni zona dello stabilimento: bar, cabine, spiaggia. E poi cerchiamo anche di educare la clientela su questo, facendo anche interventi informativi, per il rispetto della natura in senso generale e del nostro stesso stabilimento».

Ma qual è la storia del bagno Nuova Italia? È una storia centenaria. «La concessione dello stabilimento balneare non so precisamente quando sia stata rilasciata, ma probabilmente all’inizio degli anni Venti – racconta Bellandi – Nel Centro documentale storico è emerso che è stata per pochi mesi, o forse giorni, assegnata a Giacomo Puccini per meriti artistici, il quale poi ha ceduto quasi subito perché in quel periodo aveva iniziato ad ammalarsi. Nella mia ricerca ho un buco negli anni Trenta e non so chi abbia avuto il bagno in quel periodo».

Dopo la Seconda guerra mondiale «è appartenuta alla famiglia Fontana e mio nonno l’ha comprato da loro nel 1963: quest’anno, dunque, sono esattamente 60 anni d’attività per la nostra famiglia – sottolinea Bellandi – La prima stagione l’abbiamo fatta nel 1964».

Nel corso degli anni i cambiamenti sono stati molti, e tra i più significativi si registrano «la ristrutturazione completa delle cabine nel 1970 – conclude Piero Bellandi – Nel 1984 abbiamo subito un incendio che ha distrutto l’ala sud dello stabilimento, che abbiamo ricostruito ex-novo. Nel 1995, poi, è stata realizzata la piscina e nel 2021 il bar. Infine quest’anno è stata rifatta la parte dei servizi igienici».


 

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