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L’Onde del Tirreno-Pejani e il progetto dissalatore
Lo storico stabilimento della città di Livorno ha inaugurato un nuovo molo e programma la svolta verde per il 2024: «Dobbiamo usare meglio l’acqua»
Pizzette, tramezzini, bevande. Così ci accoglie Marco Coseschi, allo stabilimento balneare “Onde del Tirreno”, di cui è uno dei gestori, il giorno dopo in cui è stato fatto un torneo di calcio nel gabbione dello stabilimento per donare i ricavati in beneficenza al reparto di oncologia pediatrica del Meyer di Firenze.
A Livorno lo stabilimento, affiliato a Confcommercio, è conosciuto anche come bagni “Pejani”, come si legge ancora sull’insegna dell’entrata. «Pejani è il cognome degli antichi proprietari, quelli che gestivano lo stabilimento nel secondo dopoguerra», ci istruisce Coseschi. Ma le origini del bagno risalgono a cent’anni prima della seconda guerra mondiale: i Pejani sono stati fondati infatti addirittura nel 1840, dalla Società dei Casini e Bagni dell’Ardenza.
Quindi questo era il «mare della borghesia livornese», ci dice Coseschi, ricordando fieramente la lunga storia dello stabilimento. Completamente ristrutturato dodici anni fa attraverso un progetto di riqualificazione dell’intero stabilimento, i bagni Pejani, che quest’anno contano circa 1.700 abbonati e una media di ingressi giornalieri – oltre agli abbonati – di circa sessanta unità al giorno, sono caratterizzati dalla presenza di sessantuno palafitte, un unicum nel panorama livornese dei bagni.
Inoltre, quest’anno è stato inaugurato un nuovo molo. «Questa nuova struttura è per chi vuole rilassarsi proprio in cima al mare. È lo spazio più snello del bagno, abbiamo deciso di non mettere gli ombrelloni per lasciare maggior spazio ai bagnanti». La particolarità del molo, oltre ad essere lo spazio più ampio dello stabilimento, è che la sera – momento in cui molte famiglie si riuniscono al mare per cenare- si illumina, grazie alle luci apposte ai lati della struttura.
Oggi, i bagni dell’antica borghesia cittadina cercano di stare al passo con i tempi, progettando per il prossimo anno una svolta verde. «Per i prossimi anni – ci spiega il gestore – stiamo pensando a un grande investimento. Vorremmo fare un dissalatore, perché nello stabilimento l’acqua che utilizziamo, dalle docce ai servizi per il bar e il ristorante, è tutta acqua potabile e vorremmo risparmiarla. Anche perché tanta acqua si perde “per strada”: in Italia, il 43 percento degli impianti idrici è danneggiato, e perde acqua. Non vogliamo fare green-washing».
Un’azione concreta, a favore della cultura, è un altro primato che i Pejani hanno all’interno dei bagni livornesi: sono l’unico stabilimento ad avere una convenzione con la biblioteca comunale. Il martedì e il venerdì dalle 11 alle 16, infatti, gli utenti dei Pejani trovano una piccola biblioteca all’entrata del bagno, dei cui libri possono prendere per godersi il relax in cima al mare.
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