Il Tirreno

Tra blu e green

Plastic free, docce sostenibili e relax ai Bagni Lido a Livorno

di Luca Balestri
Plastic free, docce sostenibili e relax ai Bagni Lido a Livorno

La famiglia Gagni e la sostenibilità negli stabilimenti: «Docce con un chip per non sprecare acqua e borracce di metallo consegnate a tutti i dipendenti»

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Diciottomila metri quadrati, otto “quartieri” interni. L’Isolotto, la Renina, il Gabbione, la Pinta, il Viale a mare, Canal Grande, Napoleone. «E abbiamo anche i Parioli, chiamati così perché ci sono le cabine più belle» scherza il titolare Riccardo Ganni, che aggiunge: «più che uno stabilimento balneare questo è un villaggio turistico». Gestiti dalla famiglia Ganni dal 1962, i Bagni Lido sono un punto di riferimento per molti livornesi che vogliono godersi il mare rilassandosi e non allontanandosi troppo dalla città.

Relax dunque, ma anche attenzione all’ambiente come tutti i bagni di Confcommercio. «Ogni anno il nostro stabilimento balneare – tra docce, ristorazione e altri servizi- utilizza un’infinita quantità d’acqua: circa sei milioni di litri cubi». È questo il dato che ci racconta Nicola Ganni, figlio di Riccardo, che anche lui lavora nell’impresa di famiglia. Ed è da una riflessione sull’utilizzo dell’acqua che i Bagni Lido vogliono ripartire per adattarsi al mondo che cambia, e quindi per rallentare il cambiamento climatico.

«Prima del Covid le docce erano libere» afferma Ganni senior, che continua: «Duravano troppo ed erano davvero tante; veniva sprecata troppa acqua. Quest’anno abbiamo cambiato il sistema: gli abbonati hanno un chip che permette di fare 240 docce per tutta la stagione. Abbiamo calcolato due docce al giorno a persona della durata di un minuto, di più son troppe».

«Per me questo nuovo sistema è intelligente. Non ci si può più permettere di sprecare l’acqua, pensando anche a quelle zone del mondo in cui si fa fatica ad averla», esordisce Federico Righi, da anni cliente abituale dello stabilimento.

Il consumo dell’acqua non è il solo che deve diminuire per i gestori dello stabilimento. Anche la plastica va drasticamente ridotta «Siamo il primo stabilimento che fa sì che i propri dipendenti non usino bottigliette di plastica. A tutti i nostri lavoratori regaliamo queste», ci dice Ganni junior mostrandoci delle borracce in metallo. E ancora: «Dal prossimo anno vogliamo regalare una di queste borracce anche a tutti i nostri abbonati, da collegare con un chip attraverso un erogatore d’acqua potabile, per ricaricare le borracce».

I Lido vogliono infatti abbattere l’utilizzo di plastica fino all’80 percento rispetto a quanta se ne usa oggi. E proprio per questo lo stabilimento ha già aderito alla campagna “Toscana plastic free. #spiaggepulite”, attraverso la quale ha messo a disposizione un lavabo apposito per lavare oggetti di plastica durevole, vietando l’uso della plastica usa e getta. Ma non solo: «Per incentivare le persone a spostarsi a piedi o in bicicletta, stiamo pensando al “Bike to beach”, con tanto di app: un sistema che permetta a chi raggiunge i Lido in bicicletta o a piedi di risparmiare sul biglietto d’entrata giornaliero. E per gli abbonati pensiamo a una gara amatoriale a punti», conclude Ganni junior.

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