Finalmente Tiziano: «La mia vita in 33 brani»
Ferro in concerto a Firenze dopo tre anni di rinvii per il Covid: «La cosa più difficile del tour? Scegliere le canzoni in scaletta»
FIRENZE. L’appuntamento a Firenze con Tiziano Ferro era fissato per il 17 giugno 2020, ma le regole sanitarie contro il Covid non permettevano i concerti negli stadi. Allora, come per tutti, gli appuntamenti sono stati rinviati e la nuova data era quella del 9 giugno 2022, ma ancora le norme non permettevano quei concerti. Finalmente mercoledì (a sei anni dall'ultima volta) arriva il momento in cui Tiziano Ferro sarà (dalle 20,45) sul palco dell’Artemio Franchi per il suo tour negli stadi.
Tre anni di rinvii non hanno scalfito l’affetto del pubblico che lo ha atteso. «Ho un grande senso di gratitudine – dice l’artista – nei confronti di chi verrà a vedermi. Niente è scontato, devo loro il fatto di essere ancora qui dopo 20 anni». Ma il legame con il pubblico è da sempre forte. «Le persone mi incontrano e mi dicono di aver capito alcune cose attraverso le mie canzoni e questo è assurdo perché – si stupisce – non mi sento in grado di spiegare nulla a nessuno. Però è la forza del dialogo, dell’amicizia a generare un incontro senza filtri che fa stare meglio. Quindi devo loro questo: una verità che genera benessere».
E il “benessere” questa volta arriva con un lungo concerto “antologico”, un viaggio in 33 tappe/canzoni per ripercorrere la sua carriera, dal primo disco (del 2003) sino al recente “Destinazione mare”, il singolo uscito alla vigilia del tour. Brani storici, amati dal pubblico e pronti a essere condivisi in un enorme coro. «Questo – dice il protagonista – non è il tour di un disco, ma del ritrovamento di me stesso e il ritorno in un mondo in cui è cambiato tutto. Quando vado a vedere gli artisti dal vivo mi piace ascoltare la loro storia attraverso le canzoni che sono diventate anche mie e sono cresciuto con loro. Io faccio lo stesso: racconto la mia storia che ora è condivisa da tante persone ed è diventata un po’ loro. Per cui questa scaletta è un po’ folle. A parte “Il mondo è nostro”, sono tutti singoli del passato e del presente. “Il mondo è nostro” l’ho voluta inserire perché è una canzone a cui tengo particolarmente, una perla a parte dei miei ultimi tre anni. Togliere canzoni – prosegue Ferro – è stata la cosa più complessa del tour. La scelta la faccio in base a quello che ascolto dalle persone quando canto le canzoni. “Sere Nere” ha cambiato la mia vita e la percezione del mio percorso artistico per le persone e quindi non sarà mai assente. Nemmeno “Non me lo so spiegare” può mancare».
Il via al concerto vede Ferro attraversare camminando il grande palco, con il rumore dei suoi passi, e arrivare in testa alla passerella da cui canta “Accetto Miracoli”. Una scelta che spiega così: «“Accetto Miracoli” (dall’omonimo album del 2019, ndr) è riuscita a entrare nel cuore delle persone senza mai averla cantata dal vivo. È il mio modo per dire “ciao, benvenuti, bentornati”».
A far da cornice allo show un grande palco (350 metri quadrati di pavimento) con un enorme videowall (800 metri quadrati) su cui vengono proiettate immagini dal palco e visual colorati, creati da giovani artisti digitali scovati da un attento scouting social. «È un palco molto rischioso senza protezioni, non ha quinte, c’è uno schermo – spiega Tiziano Ferro – Questo schermo è così grande che i colori arrivano veramente in faccia. È un palco un po’ estremo. Lo spettacolo inizia senza nulla perché, dopo 6 anni, volevo riprendere il discorso con le persone per dire che sono tornato perché ci sono le canzoni e perché ci sono loro, il pubblico».
Durante il lungo concerto c’è un ricordo di Raffaella Carrà che Tiziano omaggia con un’intensa lettera piena d’affetto prima di attaccare “E Raffaella è mia” che vede lo stadio coinvolto in uno sfrenato ballo, che prosegue con “Balla con me” in un duetto virtuale con Jovanotti in video. «Il messaggio che dedico a Raffaella è dovuto e ci ho messo tempo a raccogliere le parole. Non è stato semplice per me riassumere anni di amicizia».
Altro momento intenso arriva con “La prima festa del papà”, preceduta da un video familiare, domestico e personale che lo vede insieme ai figli a cui segue una versione molto sentita del brano dedicato alla paternità e all’intreccio generazionale.
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