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Weekend a tutta Birricola, a Vada le produzioni artigianali
Per tre giorni le migliori produzioni locali agricole fanno da corollario a un discreto numero di birre artigianali.
La scusa è quella di offrire un palcoscenico a un settore in ascesa su cui sta puntando un numero sempre più ampio di giovani coltivatori, il risultato è un evento che parla di eccellenze territoriali.
Si chiama Birricola, la prima edizione dell’appuntamento che da sabato a lunedì chiama a raccolta in piazza Garibaldi a Vada (Livorno) gli estimatori della bevanda a base di malto d’orzo e luppolo.
Una bevanda dalle infinite sfumature, sempre più presente nelle carte dei ristoranti, a dimostrazione che l’abbinamento non chiama più solo la pizza ma anche piatti gourmet.
«I birrifici attivi in Toscana sono 107, ma il conteggio sale a 148 se consideriamo anche le beer firm, ossia i produttori senza impianto che si appoggiano ad altri stabilimenti. Un fenomeno in costante crescita, quello delle birre artigianali – spiega l’assessora Licia Montagnani – ma che rispetto al vino è ancora alla ricerca della via del successo. Motivi che ci hanno spinti a creare Birricola, una combinazione fra agricoltura e birra, per divulgare la cultura della terra e delle produzioni brassicole, ma anche la consapevolezza dell’esistenza di eccellenze alimentari rappresentate dalle aziende del territorio».
In piazza Garibaldi saranno infatti presenti le grigliate e gli assaggi di carni di Chianina allevate da Stefano Minnozzi, i piatti vegetariani e vegani inclusi i dessert realizzati con gli ortaggi dell’azienda agricola Fonte San Pierino di Castelnuovo della Misericordia, i taglieri e le preparazioni a base di formaggi del caseificio Busti, le delizie degli agricoltori aderenti al consorzio Terre dell’Etruria.
Un evento dunque in cui conoscere le realtà brassicole circostanti, e al tempo stesso gli operatori locali che in alternativa al moderno street food abbastanza standardizzato sostituiscono piatti toscani.
Chi, dunque, arriverà a Vada sabato, domenica o lunedì e vorrà mettere sotto i denti qualcosa in abbinamento al calice, troverà torta di ceci, porchetta artigianale, salumi e formaggi dei dintorni, zuppa toscana, un frittino di mare come dio comanda, “zonzelle” (la pasta fritta) da farcire a piacimento, ricotta, marmellate, schiacciata e così via, in un menu che tocca le varie specialità della zona.
Nove i birrifici, tutti agricoli, ossia intenti a coltivare la materia prima: Luppolo di Mare e Rasinia dal nome di Rosignano in Etrusco che giocano in casa, a cui si affiancano Diana di Isola D’Arbia in provincia di Siena, Poggio Rosso di Peccioli che impiega cereali bio, Laboratorio Birra di Montescudaio presente però solo il lunedì, l’opificio Birrario di Lorenzana attivo dal 2012, la Staffetta di Calci nata come progetto sociale tra le aule della facoltà di Agraria, Mudina di Stagno, l’esempio di imprenditoria femminile Doctor B di Livorno.
La kermesse, dicevamo, si svolge dalle 11 alle 23 nella centrale piazza Garibaldi.
Oltre ai banchi degli espositori, il programma prevede incontri divulgativi centrati sulla tavola: dal perché e come fare birra (sabato alle 11,15) alle degustazioni guidate di Unionbirrai (alle 16, con prenotazione al 3518688204, il sabato si parla di abbinamenti con piatti di terra, la domenica con quelli di mare), dai cooking show di Fabio Malenotti del Cavalluccio Marino (sabato) e Antonio Polzella della Ventola (domenica) su pizza e cucina con le “bionde” (ore 17,30) ai convegni che legano storia, archeologia, turismo, ecosostenibilità, contraffazione degli alimenti.
Infine grande chiusura con la musica e il concerto del 1° maggio in cui a partire dalle 17 si esibiscono alcune band locali.
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