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Montecristo, l’isola poetica: Dumas ne fece la protagonista del suo capolavoro

di Stefano Adami
Montecristo, l’isola poetica: Dumas ne fece la protagonista del suo capolavoro

Nelle profonde grotte risplendono riverberi che hanno dato vita al mito del tesoro. Ma è anche metafora della nostra vita circondata dall’ombra

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Il viaggiatore inquieto approda all’Isola di Montecristo dopo un viaggio simile a quello di Odisseo, compiuto attraverso delle modalità particolari che poi specificheremo al termine di questo nostro racconto. Era stato infatti richiamato profondamente, il nostro solitario viaggiatore, verso quell’isola solitaria, dal puntuto ed aguzzo profilo che di essa si staglia, completamente visibile da ogni punto delle coste della Toscana meridionale e della Maremma.

Ancora ci richiamano visceralmente verso quell’isola poetica, indefinibile, i miti che hanno fatto di lei la vera, unica protagonista di un romanzo immortale. Vogliamo dire quel Conte di Montecristo, di Alexandre Dumas, che rese per sempre famoso quel triangolo di terra in mezzo al Mediterraneo in tutto il mondo.

Il Conte di Montecristo, infatti, come ha notato più volte un grande studioso di quella eccezionale macchina narrativa, come Umberto Eco, divenne subito molto popolare appena uscito, perché era in fin dei conti una grande storia di umana vendetta. Chi, infatti, fra gli uomini, non ha qualcosa, qualche ferita, qualche danno, di cui vendicarsi? Una vendetta, naturalmente, consumata più che fredda, molti anni dopo la ferita che ne era all’origine.

Ma come ebbe l’idea, Dumas, di far approdare il suo eroe, Edmond Dantes, sull’Isola di Montecristo? E come nacque la fantasia del grande tesoro nascosto in essa, lo stesso grande tesoro il cui segreto era stato svelato a Dantes dall’abate Faria, nei lunghi anni di detenzione insieme, in un’altra isola/prigione?

In realtà, pare che la leggenda dell’infinito tesoro dell’isola fosse nata nel corso dei secoli, tra i pescatori, proprio contemplando le profonde caverne che si trovano lungo tutte le coste di essa, proprio a pelo d’acqua. Caverne che risplendono tuttora di strane luci, di strane lame luccicanti, dovute probabilmente ai riflessi del sole sul mare e ai raggi che capiscono certe pietre luminose di cui le volte stesse della grotte sono fatte.

Visitando l’isola, ancor oggi, infatti, è possibile vedere quelle strane lame luminose. In realtà, come dicevamo, l’isola è la vera protagonista del libro, del sogno, la vera macchina che rende possibile il ritorno in Francia di Dantes, adesso Conte di Montecristo, e il successo del suo imponente e crudele programma di vendetta.

Non è un mistero, ormai, generazioni di critici letterari ce lo hanno abbondantemente narrato, che l’ispirazione prima del romanzo fu per Dumas la fine stessa della vita di Napoleone. Dumas, infatti, che era stato un suo seguace della prima ora, per lui a suo tempo aveva sperato che il piccolo generale potesse fuggire dalle sue ultime prigioni per riprendere il potere e vendicarsi di tutti quelli che l’avevano tradito.

Il pellegrino che oggi sbarca sull’isola sente subito il potere magnetico che essa ha sull’anima umano. Avverte subito quella sorta di fantasticheria che un grande poeta, esperto anch’egli di isole, come l’inglese Lawrence Durrell definì, genialmente, “islomania”. La mania delle isole, quella sorta di sogno continuo che aveva preso anche lo stesso Prospero lungo tutto il suo attraversamento dell’isola fatata che egli abita. Anche quell’isola, fonte e meccanismo della vendetta stessa di Prospero. Una terra che, grazie alle potenze che la abitano, alle forze come lo spirituale Ariel, e il piccolo re del male, Caliban, riescono a riportare Prospero nel suo regno, dal quale era stato spodestato con malizia. Ma dicevamo in apertura della difficoltà di approdare sulle spiagge di Montecristo.

L’isola infatti non è liberamente aperta al pubblico. Essendo in realtà un luogo di particolare interesse per la sua Biodiversità, per le sue ricchezze biologiche e naturali, essa prevede accessi limitati. Ai nostri giorni, dunque, è possibile avere informazioni circa le modalità per prenotare la visita solo attraverso il Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica, in provincia di Grosseto, telefonando al numero 0564 40622, o scrivendo alla pec fgr43591@pec.carabinieri.it.

E fin da questi primi passi fatti per informarsi su come approdare sull’isola, il viaggiatore curioso può sentire davvero, come accade a Prospero proprio sull’isola in cui egli è esiliato e prigioniero, che egli stesso, isolato viaggiatore, come tutti noi, è alla fine fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. E che la nostra piccola vita è circondata dall’ombra, spesso illuminata da solitarie sciabolate di luce, le stesse sciabolate che arrivano dagli strani riverberi accecanti delle grotte di cui Montecristo è fatta e circondata.




 

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