Il presidio
Bellezza in mostra, cinque proposte in Toscana da non farsi sfuggire
Ceramiche, tele, foto: a voi la scelta
Dalle ceramiche alle fotografie, dai quadri alle sculture, passando da artisti geniali come Picasso a fotografi contemporanei, come Stephen Wilkes del National Geographic, ad artigiani che tengono in vita la migliore tradizione della ceramica. Ecco una selezione di cinque mostre, allestite in questo periodo in Toscana – e non solo – da non farsi sfuggire.
Ceramiche a Montelupo
Il progetto “Terre degli Uffizi”, istruito dalla Galleria insieme Fondazione Cr Firenze, sbarca per la prima volta a Montelupo, dove fino al 1° ottobre, al Museo della Ceramica, si instaura una “galleria” di confronti”, fra le opere qui conservate, provenienti da scavi effettuati nel territorio negli ultimi cinquant’anni, e i legami di committenza che legavano le botteghe della zona con le nobili casate fiorentine, in particolare la famiglia Medici. La ceramica di Montelupo fu protagonista della vita di tutti i giorni, come dimostrano quei quadri con raffigurazione di ambienti casalinghi (cucine e dispense) la cui fortuna abbraccia tutto il Seicento. È il caso del dipinto di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli, il pezzo forte della mostra, in cui sono riconoscibili due ceramiche la cui forma e decorazione rimandano a tipiche produzioni montelupine.
Le sculture del Bargello
Fino a 4 settembre il Museo del Bargello sfrutta i lavori di restauro attualmente in corso a Orsanmichele e raggruppa nella sua sala al piano terra tre gruppi scultorei marmorei e bronzei, provenienti dalle edicole situate sulla facciata di via de’ Calzaiuoli, raffiguranti i santi patroni delle Arti fiorentine. Si tratta del San Giovanni Battista di Lorenzo Ghiberti, la prima statua monumentale del Rinascimento, sponsorizzata dall’Arte di Calimala; del San Luca del Giambologna commissionato dall’Arte dei Giudici e dei Notai, che si contraddistingue per la grande potenza espressiva; della cosiddetta “Incredulità di san Tommaso” di Andrea del Verrocchio, scenograficamente allestito entro una nicchia sopraelevata, che rappresenta l’Università della Mercanzia. L’esposizione dei tre “colossi” rappresenta una opportunità unica di poterli ammirare da vicino e in dialogo con altre sculture legate alla loro storia come il San Giorgio di Donatello e il San Luca di Niccolò di Pietro Lamberti.
Lorenzo Viani a Lucca
Lorenzo Viani viene celebrato nella mostra “La chiesa, i borghesi, il popolo”, aperta fino al 28 maggio e visitabile nei weekend (ingresso libero) nella Chiesa di San Franceschetto a Lucca che tratteggia il legame dell’artista viareggino con la lucchesia: lucchesi erano i genitori, lucchesi gli esordi della sua formazione artistica, indirizzato da Plinio Nomellini all’Istituto di Belle arti della città, e infine l’epilogo della sua parabola umana e artistica quando la malattia lo condusse in quel di Maggiano, dove ritraeva la sfortunata popolazione del manicomio. Realizzata con una tecnica singolare, l’opera trova probabilmente il suo soggetto principale nella chiesa stessa, un edificio storico della Viareggio antica, la “chiesa dei pescatori” che ricopriva un ruolo ben preciso nell’immaginario locale. In questo contesto Viani ambienta un canovaccio di quotidianità, in cui il bianco della facciata fa da sfondo all’incontro di quell’umanità spesso oggetto della sua attenzione, qui raffigurata in uno spietato, caricaturale contrasto tra una pingue ricchezza e una malconcia povertà.
Picasso a Sarzana
Nel 50° anniversario della morte di Pablo Picasso la Fortezza Firmafede di Sarzana ospita fino al 16 luglio la mostra “Le origini del mito”, a cura di Lola Duran Ucar, che coglie il legame fra l’artista e questa provincia italiana sospesa fra Toscana e Liguria. «Perché di quest’ultima era originaria la famiglia di Picasso – sottolinea la curatrice – ed è quindi la mostra espressione di questa vicinanza». Accompagnano questa esplorazione dal forte clima evocativo un corpus di oltre cento pezzi, fra cui svettanti per il loro valore documentario, testimoni di una stagione fra pubblico e privato, una ventina di foto, alcune realizzate da Juan Gyenes altre da Robert Capa, più una serie di litografie, acquetinte, acqueforti, puntasecche e ceramiche fra cui la celebre “Tete de femme”.
Wilkes a Palazzo Blu
Le incredibili immagini di Stephen Wilkes, fotografo di National Geographic, sono le protagoniste di “Explore: Pianeta Terra”, un fiume di grande bellezza e fantastiche panoramiche che spazia da paesaggi naturali e artificiali ad ambienti impervi e scenari di consumo (nella foto). Curata da Marco Cattaneo, la mostra visitabile fino al 25 giugno, è divisa in dieci sezioni, un percorso che racconta l’unicità del terzo pianeta del sistema solare, plasmato dalle forme di vita che più lo hanno popolato e consumato: in primo luogo, la nostra. Ma il progetto abbraccia anche un altro “obiettivo” e diventa il “clic” per ispirare le persone a prendersi cura del nostro habitat. Oltre alle meraviglie naturali gli scatti evidenziano l’impatto che l’uomo ha avuto sugli ecosistemi, ribadendo che l’ambiente è prezioso ma allo stesso tempo compromesso. Un racconto sull’evoluzione del pianeta e delle specie animali, dai deserti alle foreste, dalle metropoli alle savane, dai cieli ai mari, la Terra prende forma in tutta al sua incomparabile bellezza ma anche in tutta la sua fragilità.
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