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Vittorio Campana porta a Roma le geometrie della Terrazza Mascagni
Fino al 2 aprile Al Bunker Creativo, in via Ruffini. Si intitola “FERMOimmagine: sintesi di un istante”, la mostra personale dell’artista romano, con il cuore amaranto
LIVORNO. Livorno in mostra a Roma fino al 2 aprile Al Bunker Creativo, in via Ruffini. Si intitola “FERMOimmagine: sintesi di un istante”, la mostra personale dell’artista romano, con il cuore amaranto, Vittorio Campana. Linee, luci, ombre: tre elementi che caratterizzano a pieno gli scatti di Campana. Il suo percorso artistico è contrassegnato da una continua ricerca di linee essenziali; fonda la sua poetica intorno alla fotografia di architettura per poi porre l’attenzione sulla natura, racchiudendo il tutto nel concetto di essenzialità. La sua capacità di catturare geometrie incontra il mondo naturale, nascono così immagini forti e rigorose.
Partendo dal suo punto di vista, Campana ha come obiettivo di accompagnare l’osservatore ad elaborare una diversa prospettiva della realtà rappresentata. L’uso del supporto trasparente è secondo l’artista il mezzo ideale per rappresentare e focalizzare ogni elemento, sia architettonico che naturale. Riportando l’attenzione alle linee essenziali e giocando sulle ombre, Campana elimina ogni elemento da lui ritenuto “disturbante” per la composizione.
All’interno della mostra la seconda sala è dedicata a Livorno, città del cuore, che ha adottato l’artista a livello personale ma anche fonte di grande ispirazione artistica. Le opere rappresentano una serie di scatti della storica “Terrazza Mascagni”, una grande scacchiera fronte mare. L’artista particolarmente attratto dall’effetto geometrico del pavimento, rinuncia alla staticità, creando una visione non più solo architettonica, ma immortalando anche figure umane che transitano o attendono. Fotografa momenti, passaggi, riflessioni, attimi. Campana rappresenta una sinergia tra il mare e l’architettura, e introducendo il passaggio di persone crea una sequenza di scatti, che inducono riflessione e donano un forte senso di armonia. L’artista sceglie di esporre la serie rigorosamente a colori, per dare ancora di più il senso di pace, Livorno è la sua seconda casa. Porta un lato artistico più intimo e introspettivo, che nella sua produzione fotografica non aveva mai rappresentato.
«Il mio intento – spiega l’artista – è creare nello spettatore la sorpresa nel percepire che l’immagine sul pannello di forex non è un’altra fotografia o un disegno, ma solamente un’ombra che svanisce spegnendo la luce». l
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