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Il lago, poi lo stupore: Massa Marittima uno scrigno di tesori
San Cerbone, regina delle cattedrali romaniche e il Palazzo dell’Abbondanza coi suoi affreschi
La città di Massa Marittima si apre come in un abbraccio al viaggiatore, a sommo di una lunga salita fatta di molte curve strette. Prima di cominciare a salire verso l’antico borgo, conviene fermarsi al Lago dell’Accesa, un piccolo lago incastonato come una pietra preziosa tra prati e colline, dove è stato rinvenuto un importante abitato etrusco.
Si tratta di cinque quartieri dedicati alla metallurgia, ognuno con la relativa necropoli. La città medievale è notevole, come si vede già dalla grande cattedrale che si incontra poco dopo l’entrata nel borgo. E’ la cattedrale di San Cerbone, nota fin dalla metà del XII secolo. La meravigliosa facciata è una delle più importanti dell’arte romanica, non solo in Toscana, ma nell’intera penisola. Lo sguardo del viaggiatore può qui perdersi nel tempo seguendo i delicati e netti disegni dei rilievi incisi nella facciata. Altra cosa importante da notare è il fatto che il grande edificio romanico, stranamente, non è in asse con la via principale del borgo, ma e’ piuttosto ruotata verso sinistra, guardando, in tal modo, sopra i verdissimi colli e le vallate delle campagne circostanti. Grazie a questa posizione in qualche modo fuori asse, uno dei lati dell’edificio viene a creare, curiosamente, una sorta di quinta teatrale, una sorta di palcoscenico di antichissima fattura.
Un palcoscenico che in questi decenni è stato utilizzato per importanti produzioni operistiche estive, che riempiono la piazza del borgo di numerosi spettatori venuti anche dall’estero. Un altro luogo di particolare interesse, e presso il quale sostare, specie per un mistero curioso e particolare, è il Palazzo dell’Abbondanza. Il Palazzo si trova poco dopo una delle entrate del borgo, alle spalle della Cattedrale. Era la sede degli antichi magazzini e granai della città in epoca medievale, ed a questa sua funzione di luogo di raccolta di beni vitali si deve di certo il suo poetico nome. La facciata è notevole, con tre grandi archi a sesto acuto che guardano l’osservatore, e che lo invitano ad entrare nel grande portico. Sotto il portico si notano le grandi fonti pubbliche d’acqua, ancora attive, dette anch’esse Fonti dell’Abbondanza. Note dal 1265. Ed è qui che si trova una delle cose piu’ sorprendenti del borgo. Nella parete di fondo della fonte, infatti, durante dei lavori di restauro e risistemazione del palazzo svolti nel 1999, fu inaspettatamente riportato alla luce un grande affresco medievale. L’affresco, ancora chiaramente visibile nello splendore di tutti i suoi colori, mostra un grande albero dalle ricche chiome, noto gia’ all’epoca della sua realizzazione come l’Albero della fecondità.
Quell’albero era profondamente connesso alla funzione del Palazzo e della fonte pubblica.
Ma è osservando con attenzione i molti frutti dell’albero, tutti ben disegnati ed in grande risalto, che si nota un dettaglio davvero curioso. Sotto i frutti, infatti, si notano chiaramente molte figure femminili che cercano di raccoglierli, e che sono addirittura in feroce lotta fra loro per aggiudicarseli. Ed i frutti hanno, tutti, a guardar bene, una chiara forma fallica. Il grande affresco duecentesco riprende dunque il tema antico dell’abbondanza legata ai simboli sessuali e all’eros. Riprendendo il cammino oltre la Cattedrale, il viaggiatore si ritrova poi nella piazza più grande del borgo, e nella via che attraversa l’antico centro abitato. Percorrere queste vie centrali e’ come camminare in una pagina miniata duecentesca.
Uno dei luoghi d’interesse da visitare sono ancora le grandi mura del borgo, che difendono nella parte più alta la città. Con esse, da vedere è anche il Castello di Monteregio, la cui costruzione fu iniziata dagli Aldobrandeschi nel IX secolo. Importante e’ poi la grande Torre del Candeliere, che offre al viaggiatore una vista mozzafiato sulle colline dei dintorni fino al mare, vista che si apre alla sommità della torre.
Il periodo migliore per visitare questo affascinante borgo medievale, è certo in maggio o in agosto, quando si svolge tra le mura la tradizionale rievocazione storica del Balestro del Girifalco, festa in costume che celebra l’età in cui Massa Marittima era libero comune. Cuore della manifestazione in è certo la Gara della Balestra, in cui 24 maestri tiratori, otto per ogni borgo, o terziere, dell’antica città, si sfidano.
I colpi della balestra sono a questo punto i colpi con i quali questo antico borgo si iscrive nel cuore e nella mente del viaggiatore, che e’ alla ricerca della vita profonda di una apparentemente meno nota Toscana.
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