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Capraia mette in vetrina le sue delizie
Sull’isola degustazioni a chilometro zero
Sull’isola di Capraia si festeggia la fine dell’estate con i pochi ma eccelsi prodotti locali. Per tre giorni pesce azzurro, totani, formaggi, miele, confetture, birre, vino, elicriso saranno i protagonisti di Capraia Vetrina Toscana Festival.
Si tratta di un’iniziativa volta a promuovere la cultura enogastronomica locale e la cucina tradizionale, organizzata da Confcommercio e realizzata grazie all’interesse di Vetrina Toscana (il progetto di Regione Toscana finalizzato alla valorizzazione del turismo enogastronomico, di botteghe, ristoranti e produttori della nostra terra) con il supporto della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.
Questo fine settimana la piccola isola dell’arcipelago toscano dalle scogliere variegate, dal mare cristallino, dalla vegetazione selvaggia, dai sentieri per gli amanti delle escursioni e dai panorami mozzafiato, propone agli avventori i suoi sapori più ricercati.
Così domani e domenica (9 e 11 settembre) a partire dall’ora dell’aperitivo, i ristoranti e i bar di Capraia offriranno menu speciali a base di pesce e cocktails elaborati con prodotti locali. Ogni locale avrà in menu almeno un piatto della tradizione preparato secondo il protocollo di Vetrina Toscana, che promuove le tradizioni toscane nell’ottica di valorizzazione della filiera corta e dei prodotti ittici e agricoli sostenibili. Mentre sabato (10 settembre) la festa si sposterà tutta all’aperto, al porto, con stand e tavoli operativi dalle 19 in via dell’Assunzione, dove la serata sarà arricchita da uno spettacolo di animazione per grandi e piccini.
Oltre a quelli adibiti alla degustazione enogastronomica saranno allestiti stand per la vendita diretta di eccellenze agricole a chilometro zero come miele, formaggio, marmellate, vino, birra e quant’altro il piccolo artigianato locale elabora. Tra gli espositori e le bontà acquistabili: Arura con la birra all’elicriso nonché l’idromele e i sacchettini di erbe essiccate. E ancora: le particolarissime confetture di lentisco, finocchietto, mirto e tanto altro. E poi le birre e l’Ansonica di Ortigrandi che ha convertito parti dei terrazzamenti dei monaci benedettini del XVII secolo a luppoleto; biscottini dalle antiche ricette isolane e dolci casalinghi; i vini de La Piana insieme alla composta d’uva, il rosato, l’aleatico e il prosecco Asfodelo; gli ortaggi e i vini bio dell’azienda agricola La Mursa nell’ex colonia penale; il pesce fresco della cooperativa dei pescatori; il polline e le confetture del San Rocco con i mieli in base alle fioriture stagionali (erica, rosmarino, asfodelo, cardo, cisto, maro). E fra le delizie da degustare o da acquistare: i formaggi e tutto ciò che può essere realizzato con il latte di capra (robiola, ricotta, budini, semistagionati al mirto e alle spezie dell’isola) de Il Saracello; il miele di millefiori, le grappe ed i distillati dell’agriturismo bio Valle di Portovecchio al Pollaio nell’ex colonia penale (recuperato dove un temo i detenuti allevavano galline), giusto per fare qualche esempio.
Fra i ristoranti e gli esercizi aderenti a questa grande festa sulla piccola isola: Il Pigghiolo, Chèrie, Sfumature di Mare, la Rive Up, la Garitta, il Carabottino, il Ritrovino, bar Massimo, bar Porto, la pescheria Pescianel, Grotta Beach.
Zuppetta capraiese
Le fave con i calamari in questo piatto del ristorante Chérie
Ingredienti per 4 persone: 1 gambo di sedano, 1 carota piccola, ½ cipolla, 1 spicchio d’aglio, 1 mazzetto non troppo piccolo di prezzemolo, olio, sale, pepe, peperoncino, 300-400 gr di fave secche sbucciate, 1 calamaro medio, 1 bicchierino di brandy.
Coprire con olio extravergine d’oliva il fondo di una casseruola ed inserire tutte le verdure tagliate a tocchetti, comprese le fave. Lasciare rosolare qualche minuto. Salare un poco e coprire con acqua. Lasciare cuocere finché le fave si sfanno. Con un frullatore ad immersione ridurre la minestra a crema, se troppo densa aggiungere acqua e aggiustare di sale. Pulire il calamaro e tagliarlo a striscioline. Mettere dell’olio in una padella e quando è molto caldo inserire le striscioline di calamaro. Spolverare con prezzemolo tritato, aglio tritato molto fine, peperoncino, un pizzico di sale. Saltare il tutto un paio di minuti e bagnare con il brandy. Mettere la zuppetta in una ciotola o scodella, mettere al centro un cucchiaio o due di striscioline di calamaro con il loro sughetto, una spolverata di pepe e una di prezzemolo tritato a crudo e il piatto è pronto.
Carbonara di mare
Una ricetta assai golosa del ristorante La Garitta con polpo, cozze e uova
Ingredienti per 4 persone: 400 gr di pasta, 800 gr di misto mare (calamaro, polpo, cozze, vongole) , 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, 1 noce di burro, peperoncino, ½ bicchiere di vino bianco, 2 uova, 4-6 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato, prezzemolo.
Tritare il misto di mare: il calamaro a crudo (basterà cuocerlo velocemente poi, che diversamente diventa duro), il polpo precedentemente lessato, le cozze e le vongole dopo averle sbollentate e sgusciate. In una padella sfrigolare leggermente aggiungendo insieme: lo spicchio d’aglio tritato, un po’ di olio extravergine d’oliva, la noce di burro e il peperoncino (la quantità è soggettiva). Quando l’aglio inizia a soffriggere aggiungere il trito di mare. Amalgamare bene e sfumare con il vino bianco, appena evaporato spegnere perché il condimento è pronto. A parte sbattere le uova con il Parmigiano a creare una bella crema. Cuocere la pasta (bavette o linguine), condirla nel sugo e all’ultimo buttarvi uovo e formaggio ma togliendo dal fuoco altrimenti l’uovo cuoce. Ultimare con una spolverata di prezzemolo fresco a colorare il piatto.
Fecolino
Il sapore della tradizione dell’agriturismo Valle di Portovecchio
Ingredienti: 350 gr di zucchero semolato, 250 gr di fecola di patate, 7 uova, succo di ½ limone, burro e farina per la teglia.
Montare i tuorli con lo zucchero. Aggiungere ½ limone spremuto, la fecola e per ultimi gli albumi montati a neve fermissima. Mettere il composto in una teglia del diametro di 28 cm con bordi alti, imburrata ed infarinata e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40-50 minuti. Rovesciare la torta su un piatto e spolverizzare con zucchero a velo. Si tratta di un’antica ricetta capraiese delle festività. Povera, senza burro, lievito o creme. Il segreto: montare bene gli albumi e avere un buon rapporto con il forno per riuscire a farla crescere. Adatta agli intolleranti al glutine perché fatta con fecola di patate, è un dessert davvero semplice solitamente portato in tavola con una spolverata di zucchero a velo. Ma che si presta a far volare la fantasia: aggiungendo una spruzzata di liquore di mirto, un po’ di confettura di albicocche o di marmellata di agrumi, una pallina di gelato al cioccolato e chissà quant’altro perché è un dolce dal sapore abbastanza neutro.
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