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Hugh Jackman, padre fragile nel commovente “The son”
L’attore australiano a Venezia: «Questo film mi ha cambiato»
VENEZIA. Storie di padri in soggezione, accoglienti, forse inadeguati, vulnerabili, così buoni da far sentire all’angolo i figli, storie di aspettative e di disagio, di fallimenti e redenzioni e storie di madri che rifiutano la maternità fino alle estreme conseguenze e di adolescenti la cui salute mentale è a dura prova di questi tempi. Storie di famiglie intrappolate nel troppo amore.
Il red carpet si infiamma per Hugh Jackman, protagonista con Laura Dern e Vanessa Kirby del commovente "The son" di Florian Zeller (in concorso), e per Casey Affleck del dramma "Dreamin’ wild" di Bill Pohlad (fuori concorso), le star della 8ª giornata di Venezia 79.
E il leader della Lega Matteo Salvini in smoking nero fa il tappeto rosso come fidanzato della produttrice Francesca Verdini del documentario di Anselma Dell’Olio "Franco Zeffirelli, conformista ribelle". Ma sono i temi forti a risaltare, come quelli dei due film citati e di "Saint Omer" di Alice Diop, l’unica opera prima in concorso quest’anno (box ).
È anche il giorno di Stefania Sandrelli, premio Bianchi 2022 e protagonista del film alle Giornate degli autori, "Acqua e anice", evento speciale, opera prima di Corrado Ceron. «È un premio per l’anzianità di servizio, ho dato tanto al cinema - dice - ma non ho chiuso, non sarò un’ex attrice fin tanto che farò anche una parte piccolissima».
E di Edoardo Pesce che con l’esordiente Yothin Clavenzani ha portato a Orizzonti "Notte fantasma" di Fulvio Risuleo.
Sul red carpet nel pomeriggio sventola la bandiera ucraina: la porta il regista Evgeny Afineevsky e la delegazione del documentario fuori concorso "Freedom on fire: Ukraine’s fight for freedom", un’impressionante raccolta di testimonianze di crudeltà e gravissime violazioni dei diritti umani nel teatro della guerra. «Dopo l’Ucraina, toccherà a un altro Paese. Questo secolo ci ha portato un dittatore e se oggi non mostriamo al mondo quello che sta succedendo commettiamo un crimine», ha detto.
"The son" è un pugno nello stomaco e di grande attualità sul tema del disagio giovanile, della inadeguatezza degli adolescenti e al tempo stesso dei genitori, vulnerabili, impotenti. «Sì - dice l’attore australiano 53enne Hugh Jackman - in questo film come nella vita sono un padre fragile. Il regista Zeller ci ha chiesto proprio questo: mostrare la nostra vulnerabilità. Comunque questo film mi ha cambiato come attore, ma anche come papà rispetto ai mie figli di 17 e 22 anni».
La storia è tratta da un testo teatrale: il diciassettenne Nicholas (Zen McGrath) non riesce ad elaborare il divorzio dei genitori, non può più vivere con sua madre Kate (Laura Dern), è in piena crisi esistenziale ed è felice solo quando si rifugia nei ricordi da bambino. Si trasferisce dal padre Peter (Hugh Jackman), diventato da poco papà con la nuova compagna Beth (Vanessa Kirby). Peter prova a occuparsi di Nicholas, forse per la prima volta, ma la distanza tra lui e il ragazzo è difficile da colmare.
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