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«Siamo in piena fase creativa», Duran Duran live in Versilia

La band cult degli anni ’80 al festival “La prima estate”


11 giugno 2022 Luca Trambusti


I Duran Duran (nati nel 1978) si avviano verso il mezzo secolo di attività. Iconiche figure, insieme ad altri artisti a loro coevi, hanno incarnato al meglio il sound originale e lo spirito degli anni ’80, periodo in cui si contrapponevano a un’ala più rock e “oltranzista” del pubblico. Nei decenni successivi, pur tra stop, riprese e cambi di formazione, la band inglese ha continuato la sua attività adeguandosi, senza snaturarsi, ai suoni del periodo, vivendo un presente positivo. Una lunga storia che li ha portati sino alla Rock and Roll Hall of Fame.

Adesso anche per loro i difficili tempi dello stop dai live sono terminati e così tornano, dopo quattro anni, in concerto in Italia, il 23 giugno, inseriti nel cartellone del festival “La prima estate” che si svolge dal 21 al 26 giugno al Parco BussolaDomani a Lido di Camaiore. La loro esibizione arriva nei festeggiamenti del quarantennale dell’uscita di “Rio” uno dei più importanti album della loro carriera. Andrà dunque in scena un concerto dalla doppia anima, come spiega John Taylor chitarrista e bassista della band. «Quando ascolti “Rio”, capisci chi sono stati i Duran Duran. Nel concerto di quest’estate, ci sono diverse canzoni tratte da quel disco. Ma staremo anche nel presente con “Future Past”, il nostro ultimo album uscito a ottobre 2021. Credo che il pubblico non voglia solo vecchie canzoni, ma anche ascoltare qualcosa di nuovo. Questo è anche quello che vogliamo noi: ricordare che siamo ancora in attività e in piena creatività, non viviamo solo nel passato e che il concerto non è una retrospettiva».

Indubbiamente però su questo interessante presente pesa un iconico passato di cui i musicisti inglesi sono consci e con cui convivono in piena armonia. «Essere un membro dei Duran Duran significa che ovunque andiamo veniamo accolti con amore. Apprezziamo tutto questo», dice John Taylor. Un affetto che continua ancora adesso, anche se essere Duran Duran oggi è differente dagli anni ’80. «Dopo tutti questi anni, lavoriamo ancora allo stesso modo – dice il tastierista Nick Rhodes – ci troviamo tutti insieme e facciamo del nostro meglio cercando di isolarci. Dipendiamo gli uni dagli altri e la buona riuscita di un disco o di una performance dipende dal nostro essere una squadra. Ci sono momenti in cui sei più produttivo e altri in cui devi lavorare duramente per ottenere un buon risultato. Noi siamo molto grati di essere ancora insieme e di avere l’opportunità di andare avanti».

Certo il loro passato è stato burrascoso: Taylor e Rhodes ne sono consci, ma «non abbiamo pensato proprio a scioglierci – dice Nick – La formazione ha subito diversi cambiamenti. John si è allontanato nel 1997 per poi tornare nel 2001. E durante la sua assenza sembrava tutto diverso. Io, Simon e Warren Cucurullo, uscito nel 2001, pensavamo che senza di lui non fosse la stessa band, anche se ci chiamavamo ancora Duran Duran e suonavamo le stesse canzoni. Ma avevamo un’anima completamente diversa. Ora – conclude Rhodes – credo di essere a un punto in cui siamo più forti insieme. E abbiamo sempre creduto in tutto quello che c’è stato».

L’esibizione live per l’entrata nella Rock and Roll Hall of Fame potrebbe essere una buona occasione per una reunion: lo svela Rhodes. «Sia Andy (l’altro Taylor, chitarrista) che Warren sono stati importanti nella storia dei Duran Duran, hanno scritto alcune delle nostre canzoni più famose. Quindi meritano in qualche modo di essere parte dell’evento. Dobbiamo capire come far funzionare il tutto anche musicalmente».

È inevitabile parlare anche del rapporto con l’Italia e con la musica italiana. «Sono un grande fan dei Måneskin, il gruppo più forte uscito dal pop italiano da un po’ di tempo», dice John Taylor che prosegue: «Mi piace la loro attitudine. Penso siano musicisti straordinari e amo il loro percorso che li ha portati dai primi lavori di musica italiana al pop globale. Penso – conclude – che stiano portando positivamente la cultura pop italiana nel mondo». Anche Rhodes li apprezza però ama anche la musica classica italiana: «Verdi, Puccini, ispirano davvero melodie straordinarie e strutture diverse nella musica».

Ma ha un occhio di riguardo i Duran Duran lo hanno anche per i Bluvertigo, che si esibiranno nella loro stessa giornata al “Prima estate Festival” e che dichiaratamente si ispirano al sound della band inglese. «Lo so – dice Rhodes – Abbiamo fatto diverse cose con Morgan e ci è capitato d’incontrare i Bluvertigo. So che per loro sarà una sorta di reunion. Sono curioso di sentirli dal vivo».l

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