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Judy Garland, cento anni fa nasceva un’icona di Hollywood

Oscar a 18 anni per “Il mago di Oz” fu candidata anche per “A star is born”. Madre di Liza Minnelli, morì a 47 anni per un’overdose di barbiturici


06 giugno 2022 Betta Andrioli


Cento anni dalla nascita di Judy Garland. Uno dei talenti più puri dello star system holliwoodiano, prematuramente scomparsa a soli 47 anni.

Una vita da film, a metà tra tragedia e musical, quella della Garland, pseudonimo di Frances Ethel Gumm, nata a Grand Rapids, nel Minnesota, il 10 giugno del 1922. Cantante dotata di meravigliosa voce di contralto, ballerina provetta, attrice (bambina e poi adulta) cinematografica e teatrale. Madre della star Liza Minnelli (nata dalle nozze con il regista Vincente Minnelli), è passata dall’essere un’enfant prodige di Hollywood, a morire in solitudine e dolore – a soli 47, per un’assunzione eccessiva di barbiturici – dopo diversi divorzi, abuso di farmaci, sconforto, depressione, una cirrosi epatica ormai allo stadio terminale. Morì a Londra, il 22 giugno 1969.

Nella sua carriera cinematografica ha interpretato quaranta film, vincendo nel 1940, all’età di diciotto anni, l’Oscar per “Il mago di Oz”, a cui seguirono due candidature: nel 1955 come miglior attrice protagonista in “È nata una stella” di George Cukor, che comunque le valse il Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale, la seconda nel 1962 come miglior attrice non protagonista in “Vincitori e vinti” di Stanley Kramer. L’American film institute ha inserito la Garland all’ottavo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Figlia d’arte degli attori Ethel Marion Milne e Francis Avent “Frank” Gumm, debutta sulle scene da bambina in teatri di provincia insieme alle due sorelle più grandi tra cui spiccava per talento vocale e presenza scenica. Durante un’esibizione a Chicago nel 1934 viene notata da un talentscout della Metro Goldwyn Mayer, che la scrittura per musical di medio livello e piccoli film musicali. Il successo arriverà con “Pigskin Parade”. Nel 1938 è già famosa in tutti gli Stati Uniti, nel 1939 arriva l’occasione che la consacrerà per sempre: “Il mago di Oz”, diretto da Victor Fleming, e la sua colonna sonora con la canzone “Over the rainbow”.

Negli anni seguenti continua a mietere successi nella commedia musicale ma è già dipendente dai farmaci assunti per reggere i ritmi di produzione e per non ingrassare. Nel 1944 interpreta il musical in costume “Incontriamoci a Saint Louis” in cui regala al mondo canzoni come “Meet me in St. Louis”, “The trolley song” e “Have yourself a merry little Christmas”.
Successivamente arrivano le grandi commedie musicali con Gene Kelly ne “Il pirata” e Fred Astaire in “Ti amavo senza saperlo”, enorme successo che però la esaurì fisicamente e psicologicamente. Dopo alcuni anni di assenza dal grande schermo tornerà nel 1954 con “È nata una stella” di George Cukor: prodotto dalla stessa Garland, fu apprezzato da pubblico e critica ma non incassò abbastanza per coprirne i costi. Il film le vale la candidatura all’Oscar, vinto però poi da Grace Kelly.

Negli anni successivi verrà scelta per ruoli intensamente drammatici come “Vincitori e vinti” (1961) e “Ombre sul palcoscenico” nel 1963, sua ultima interpretazione per il cinema. Da qual momento l’attrice si dedicherà a teatro e concerti con successo ma conducendo un’esistenza sempre più tormentata: quarto matrimonio fallito e problemi di salute con importanti crisi depressive.

Nel 1961 esce l’album “Judy at Carnegie Hall” che nel 1962 vince il Grammy Award all’album dell’anno, il Grammy Award alla miglior interpretazione vocale femminile pop e nel 1998 il Grammy Hall of Fame Award. Un album rimasto nella storial


 

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