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«Vi racconto “Versilia Noire”, il libro dedicato a Corrado Benzio»
Il nuovo lavoro di Giovanni Lorenzini ripercorre i grandi delitti ancora irrisolti: dall’omicidio di Pietro Arena, le misteriose scomparse di Cinzia Bernardo e di Pablo Babboni, il giovane cinese senza nome trovato morto in un oliveto a Bozzano
VIAREGGIO.«Questo libro assomiglia a una via Crucis, con tante stazioni del dolore disseminate: da Torre del Lago a Forte e anche nell’entroterra. E sullo sfondo c’è il senso di impotenza della Giustizia che non è riuscita a trionfare, nonostante l’impegno di investigatori e magistrati». Il giornalista Giovanni Lorenzini racconta così il libro “Versilia Noire” (edizioni L’Ancora), arricchito con le immagini di Aldo Umicini.
Come nasce l’idea?
«È un libro che avrebbe potuto essere scritto a quattro mani, col collega Corrado Benzio. Una volta prepensionati, avevamo avuto la stessa idea, riprendere vecchi casi di nera rimasti in sospeso senza una convincente parola fine; in contemporanea ci siamo rivolti alle stesse persone che avrebbero potuto rinfrescarci la memoria, l’ispettore Giovambattista Crisci e il maresciallo Giulio Lazzeri. Da qui l’idea di unire le forze: “Parliamone a fine estate”. Era il giugno 2019: purtroppo Corrado ci ha lasciato dopo pochi mesi. Ecco perché “Versilia Noire” è dedicato alla sua memoria».
Qualche caso è finito sulle cronache nazionali, altri sono rimasti ancorati alle pagine locali, ma il dato di fondo è che la giustizia non abbia trionfato.
«È così. Se pensiamo all’omicidio di don Pilade Nicoletti, il parroco di Ponterosso; il rapimento e la sparizione di Carmine Porrino; le sorelle Moriconi picchiate a morte durante una rapina a Metato; l’omicidio di Pietro Arena che aveva scoperto un ladro in un chiosco della pineta di Levante; le misteriose scomparse di Cinzia Bernardo e di Pablo Babboni, il giovane cinese senza nome trovato morto in un oliveto a Bozzano. Mi fermo qui: io ho preso soprattutto in esame casi di cui mi sono occupato dagli anni Ottanta in avanti. Ma nel libro ce ne sono altri, tutti importanti perché quando c’è una morte violenta non si può sottilizzare. Un testo ebraico dice “chi salva una vita, salva il mondo intero”».
Un ultimo pensiero?
«La vicinanza alla famiglie delle persone scomparse o uccise che non hanno avuto giustizia: convivere ogni giorno con un grande dolore è un vero supplizio. Se poi sai che il responsabile non è stato individuato e punito, il dolore è doppio». Chi volesse acquistare il libro lo può trovare in diverse edicole, alla tipografia Ancora in via Verdi, Libreria Mondadori in Passeggiata, Diffusione del Libro a Lido di Camaiore, libreria Lungomare in Passeggiata, Lettera 22 in via Mazzini.
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