Il presidio
Il pappagallo del cuore Tony che “torna” dopo nove mesi
Livorno: l’amico con le ali dà i bacini e sta sulla spalla. «Un giorno scappa, ritrovato grazie ai social»
LIVORNO. Una storia di cuore e di amicizia. Di un’amicizia ritrovata grazie ai social, dopo ben nove mesi. I protagonisti sono due: Luca, artista livornese e grande amante degli animali, e Tony, un bellissimo pappagallo cenerino. Nomi di fantasia, su esplicita richiesta.
Il loro rapporto comincia in maniera casuale e rocambolesca. Un giorno come tanti, ormai 17 anni fa, Luca riceve una chiamata da un'amica. Ci sarebbe un pappagallo da adottare: il padrone, anziano, non può più tenerlo e lui potrebbe essere la persona giusta. Luca accetta, ma l'impatto non è dei più semplice.
L'animale è aggressivo, difficilmente gestibile. Non vuole che nessuno si avvicini e lo fa capire “ringhiando”. Il tempo passa e, nonostante la buona volontà, la situazione non cambia. Allora Luca decide di portare la gabbia in giro per tutta la casa, tenendo Tony vicino in qualsiasi momento. Nessuno avrebbe scommesso mezzo euro che la situazione si potesse sbloccare; solo la proprietaria di un negozio di animali è fiduciosa e consiglia a Luca di continuare a dare amore, spiegando che tutto sarebbe cambiato di colpo.
Capita che Tony, approfittando della gabbia aperta voli dentro la cucina del suo padrone. Il quale, dovendo scappare a lavoro, e non avendo tempo per farlo rientrare, lo chiude nelle stanza. E la sera al ritorno, oltre a trovare un grande disordine, si accorge che Tony è fermo in un angolo.
Pulisce e poi fino alle cinque e mezzo del mattino, si gli mette vicino a parlagli e accarezzarlo. La prima interazione. Qualche giorno dopo Tony vola sulla spalla di Luca. E da quel momento nasce la loro amicizia. L'uomo comincia a insegnargli le parole, e col tempo anche sviluppare alcuni giochini. Il pappagallo risponde elargendo bacini, e morsi sul naso; è molto affettuoso. Luca prende una casa col giardino, e in estate lo porta l'amico fuori il giorno e lo tiene dentro la notte.
In una circostanza, facendo il trasporto però, di colpo, fugge. Scavalca in volo tre piani e sparisce nel nulla. Luca è davvero disperato: si attiva sui social network, e chiede aiuto anche alle riviste online: ci sono dieci giorni di tam tam incredibile, tante segnalazioni. Ma nessuno riesce a fermarlo.
Siamo nell’agosto 2018. Poi il silenzio. Passano nove mesi. Le speranze perdute. Ma una sera Luca riceve un messaggio su whatsapp: una ragazza che scrive a proposito di un pappagallo fermo su un marciapiede in centro città.
«Il primo pensiero è uno scherzo», dice Luca. Venti minuti dopo riceve anche una foto. È lui. Corre a prenderlo. La ragazza è scaltra, e dopo aver aperto un portone fa in modo che Tony entri dentro. Al suo arrivo Luca non ha dubbi: si tratta del suo amico. Ma c'è qualcosa di diverso. Non ha più l’anello alla zampa di riconoscimento. Evidentemente qualcuno, colui che lo ha tenuto con sé per tutto quel tempo, l'ha fatto togliere. Ma nonostante questo Tony sta bene. Sale sulla spalla di Luca e gli morde il naso.
Il giorno dopo, al mattino, ripete tutte le parole imparate negli anni, si sente di nuovo a casa. Dopo tutto quel tempo, un vero miracolo. L’artista livornese non ci sperava.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
