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Nicholas, a 15 anni incanta con “O’ sole mio” nell’omaggio a Caruso
Il controtenore e pianista versiliese sul palco a Napoli e la sera di Natale su Rai 1: «Esperienza memorabile»
Viareggio. La sera di Natale Nicholas Ceragioli sarà seduto sul divano di casa assieme a mamma Stefania e papà Paolo per rivedere la serata d’onore per Enrico Caruso – in onda su Rai 1 – registrata al teatro Trianon Viviani di Napoli. «Ancora non so bene che effetto mi farà», ammette il controtenore e pianista versiliese, vero astro nascente della musica, che compirà 15 anni giovedì prossimo.
In occasione dell’evento per omaggiare il grande tenore, nel centenario dalla sua scomparsa, Ceragioli ha interpretato “O’ sole mio”, raccogliendo gli applausi rivolti a più riprese dal pubblico: se l’intento era farsi conoscere e apprezzare in un contesto di assoluto rilievo, può tranquillamente dire di esserci riuscito. «È stata un’esperienza memorabile, in una città calorosa e in un teatro accogliente, in ogni senso», racconta Ceragioli, che ormai si sta piacevolmente abituando a girare l’Italia in lungo e largo per esibirsi: tra gli appuntamenti più rilevanti, Firenze, Verona e Palermo, dove ha partecipato come controtenore a due concerti dell’Officina Barocca Siciliana.
Ma la serata omaggio a Caruso rappresenta un nuovo picco nel vissuto professionale dell’artista di Piano di Mommio, per sua stessa ammissione. «È stato un onore» confessa tenendo bene a mente che a quell’evento ha cantato dal vivo anche Lina Sastri – oltre a contributi video con Andrea Bocelli, Cecilia Gasdia, Vittorio Grigolo, Jonas Kaufmann, Daniel Oren, Ron, il Volo – mentre Mauro Gioia è intervenuto da New York. «Ero un po’ teso prima di salire sul palco, poi però l’ansia è scomparsa. Sono contento della mia performance», riconosce senza nascondere la soddisfazione. Ha inoltre avuto modo di dialogare con Marisa Laurito, direttore artistico del teatro della canzone napoletana e presentatrice della serata. «Ci eravamo già presentati a margine delle prove: ha voluto conoscere il mio percorso artistico».
È solo uno dei momenti da cui Ceragioli è rimasto colpito. «Nel reparto trucco-parrucco mi sono sentito un po’ una star», afferma divertito. Difficile dargli torto, considerato il contesto. E nemmeno il teatro gremito lo ha lasciato indifferente. «A ridosso dell’esibizione Nicholas è sempre carico di ansia. Poi però quando comincia a cantare si trasforma. Il pubblico ha applaudito dopo ogni strofa, già dalla prima. E anche alla fine», ricorda Stefania Francesconi, la madre, presente quella sera assieme al marito, Paolo Ceragioli.
Un anno, il 2021, che lui, Nicholas, ha reso memorabile abbinando al talento un numero difficilmente stimabile di ore dedicate allo studio, tra pianoforte e canto barocco, nel quale si sta specializzando (favorito da una naturale predisposizione, in base a quanto appurato dal foniatra) sotto la guida del maestro Antonio Giovannini. Già allievo dell’Accademia Musicale della Versilia, seguito dal maestro Salvatore Frega, Ceragioli ha collezionato premi e piazzamenti in svariati concorsi nazionali, dimostrando che la passione per la musica sviluppata fin da bambino («Mettevo i bicchieri in fila, li riempivo di acqua e cominciavo a suonare le prime note, cantandole») sarebbe stata il preludio a una carriera colma di gratificazioni.
A partire dalle apparizioni al Festival Pucciniano come corista e poi come solista (nel ruolo di Gherardino in Gianni Schicchi e del pastorello nella Tosca). Il 3 agosto Ceragioli ha inaugurato, da pianista, il Gran Gala Lirico a Villa Bocelli (a Forte dei Marmi) con Anna Netrebko, Yusif Eyvazov, Andrea Bocelli e Andrea Griminelli, contattato direttamente dalla Berin Iglesias Arte, ente organizzatrice dell’evento. Il 4 ottobre ha partecipato come controtenore al “Concerto di San Francesco” organizzato dalla Fondazione Villa Bertelli e dal Comune di Forte dei Marmi, accompagnato dal maestro Frega. Il 5 dicembre è stato invece il giorno del primo concerto da solista, a Villa Bertelli, nel quale ha riproposto musiche di Vivaldi, Bach, Handel e Mozart, accompagnato per l’occasione dal maestro Giovannini. Che sui social, all’indomani di quell’evento, lo ha apertamente elogiato, rimarcandone la passione, la professionalità e la versatilità.
Tra esercizi mirati al miglioramento della tecnica e studio dei vari brani il tempo dedicato alla musica non sembra mai abbastanza. «È impegnativo, certo. Ma io non lo vivo come un peso, è ciò che mi piace di più e che voglio fare nella vita», dice il (quasi) quindicenne. Al punto che, aggiunge la madre, «quando andiamo in vacanza ci portiamo dietro la pianola o cerchiamo un albergo che abbia un pianoforte». Sacrifici che non saranno mai grandi quanto il talento di Nicholas.
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