Il Tirreno

Wertmüller, lacrime e ricordi «Con lei il mondo ci ha amati»

Attori e cineasti sfilano alla camera ardente allestita in suo onore in Campidoglio Franceschini: «L’Italia le dice grazie». Il nipote: «Un esempio per tutte le donne»

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roma. Commozione, lacrime, qualche sorriso nel ricordare tanti aneddoti, la sua incredibile verve, il suo spiccato senso dell’ironia, mentre in tantissimi, ieri in Campidoglio, hanno sfilato davanti al suo feretro. Lina Wertmuller, tra i più importanti registi italiani degli ultimi decenni, scomparsa giovedì a 93 anni, è stata «una grande donna che ha fatto amare l’Italia e il cinema italiano in tutto il mondo. Era avanti rispetto ai tempi, coraggiosa e innovativa. È veramente una grande perdita non solo per il cinema e per la cultura italiana ma per tutta l’Italia. Le vite di tutti noi sono segnate da ricordi indelebili dei suoi film, quindi veramente grazie a Lina». Così l’ha salutata il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che la ricorda anche per la sua «capacità di sfidare i tempi, il suo cinema dava anche un messaggio sociale di grande cambiamento».

L’ex sindaco di Roma, e presidente dell’Anica, Francesco Rutelli, ha sottolineato: «È stata una donna solare, entusiasta, ha reinventato la commedia in Italia. Ed è stata una donna protagonista, il che oggi nel cinema avviene di più, ma alla sua epoca era veramente raro. Quindi, merito al suo sorriso, alla sua inventiva e alla sua capacità di lavorare con gli altri».

Massimo Wertmuller, che ha spiegato che «la prima cosa che a me mancherà sarà la zia, anche se lei non voleva che la chiamassi zia», ha raccontato che il suo ricordo «è mescolato a quello di tutti, di una donna che, è inutile che lo dica io, ha rappresentato intanto qualcosa di importante per tutte le donne, con quello che ha fatto, quello che ha raggiunto. Poi è stata una maestra di pensiero, come tutti i grandi che ci hanno lasciato negli ultimi cinque anni, tanti grandissimi maestri. Se ne va una persona che come tutti quei geni importanti ha tentato di rendere migliore la vita di tutti noi. Ha precorso i tempi, io parlerei di Lina nelle scuole, la farei studiare, lei e gli altri grandi maestri», ha concluso.

Tanti attori la ricordano con affetto, come Veronica Pivetti, che era anche una sua grande amica: «Ricordo la sua pizza croccante, costantemente bruciata. Guardavamo sempre film, mangiavamo insieme sdraiate sul suo divano con due tavolini davanti e parlavamo di tutto. Non solo di cinema, parlavamo della vita, lei raccontava un sacco di cose, ridevamo molto. Mi ha dato una visione che molti forse ritengono spietata della vita, ma in realtà è solo grande lucidità, senso della realtà. Per essere così visionaria doveva avere un grande senso della realtà, nella vita pratica. Mi ha insegnato a vivere. Ed era un genio». Sergio Assisi ricorda la sua ironia: «Lei sulla morte aveva una battuta esorcizzante, “la vita è una mezz’oretta”. È passata quella mezz’oretta. L’importante è fare, fino alla fine, inventare, creare, questo mi ha insegnato». Commosso il ricordo di Leopoldo Mastelloni: «Con lei sono stati circa 55 anni di vera amicizia. Oggi perdiamo l’ultimo baluardo della grande cultura italiana, e con cultura intendo dire non solo cinema, musica, televisione, genialità in toto. Ci sono tanti ricordi, vacanze, capodanni, Natali insieme, e quando dico insieme intendo anche Roberto Rossellini, Marcello Mastroianni, Bice Valori, Paolo Panelli, Fellini, Giulietta Masina e chi più ne ha più ne metta. Un gruppo, non rivelato mai, ma compatto, che se ti metti a scrivere i nomi di queste persone non ci credi. C’era la possibilità, in certi casi, soprattutto nelle case di Mastroianni, di stare tutti insieme, scherzare, giocare, fare stupidate, ma costruire quello che stavi facendo, per arrivare poi a quello che è venuto fuori a teatro, al cinema, in televisione. Io, anche se ero più giovane, venivo sempre ben accolto. Oggi mi sento come quella canzone di Califano che fa “l’ultimo amico va via, rimani solo tu, il ricordo”. E questo ricordo resterà indelebile».



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