Il Tirreno

al teatro delle spiagge 

“Teoria della classe disagiata” approda sul palco e si prepara a conquistare Millennial e generazione Z

G.R.

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firenze. Dalle pagine del libro alle assi del palcoscenico. Uno degli ultimi, e fra i più felici approdi, riguarda “Teoria della classe disagiata” di Raffaele Alberto Ventura (uscito per minimum fax nel 2017) e diventato un testo cult per Millennial e generazione Zeta.

Ridotto per le scene da Sonia Antinori, protagonisti Giacomo Lilliù (che firma anche la regia) e Matteo Principi, lo spettacolo debutta in prima regionale questa sera al fiorentino Teatro delle Spiagge (replica domani sempre alle 21) . Tutto ruota attorno a una generazione cresciuta con il dovere morale di inseguire passioni, prosciugare patrimoni familiari e primeggiare nella scalata sociale, mentre oggi il terreno sembra franarle sotto i piedi: il risultato è una generazione delusa, frustrata, alla fine intellettualmente e socialmente disagiata. «Due rappresentanti di classe – spiega Antinori – conducono questo varietà tragico in cui si fanno portavoce delle mistificazioni, delle fragilità, delle meschinità di se stessi e dei loro simili, barcamenandosi fra il ridicolo e il macabro, scambiandosi il ruolo di ragione e sentimento, vittima e carnefice, sacerdote e sacrificato».

«Sono – aggiunge – l’economista e il bovarista, gli officianti del funerale di un’illusione collettiva, fino al trauma della scomparsa della classe media. Nel dipingere questo dramma borghese, a volte più simile a una tragedia esistenziale il libro di Raffaele Ventura rilegge l’economia come fosse letteratura e la letteratura come fosse economia, convocando autori come Shakespeare, Goldoni, Cechov, Molière».



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