Corallo, posidonia e molluschi. Scoperta a Fauglia una scogliera corallina
La scogliera risale a un milione di anni fa ed ha un «eccezionale stato di conservazione»
FAUGLIA. Quando il mare e i coralli erano a Fauglia. Proprio così: vicino a questo comune della provincia di Pisa, in un’area di campagna, è stata recentemente scoperta una scogliera corallina fossile, risalente a oltre un milione di anni fa (Pleistocene inferiore).
La notizia è contenuta in una nota diffusa dai curatori dello studio, che vede coinvolti l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università di Pisa e il Gruppo Avis Mineralogia e Paleontologia Scandicci (in sigla Gamps). In dettaglio è stato analizzato con particolare attenzione un ambiente marino che, assicurano i ricercatori, mostra un eccezionale stato di conservazione.
Partiamo dall’inizio. Circa un milione di anni fa, il mare ricopriva le attuali campagne toscane, con una costa molto più arretrata rispetto a quella attuale. La località di Fauglia, si spiega nella nota, era una baia marina protetta di acque basse caratterizzata al largo da praterie di piante come l’odierna Posidonia oceanica che è una specie esclusiva del Mar Mediterraneo, da molluschi bivalvi che vivevano infossati nel sedimento come panopee e Pinna nobilis, e da foche imparentate con l’attuale foca monaca.
Più verso la costa si sviluppava una scogliera corallina costruita dal corallo Cladocora caespitosa che oggi si può trovare lungo alcune coste del Mar Mediterraneo, accompagnata da una ricca fauna di molluschi bivalvi come pettinidi e ostriche, ricci di mare e aquile di mare che nuotano oggi nelle acque basse mediterranee.
Come spiegano i ricercatori (per l’Università di Pisa, il dottor Alberto Collareta del Dipartimento di Scienze della Terra), l’eccezionalità di questo sito di grande interesse paleontologico e geologico risiede nella perfetta conservazione di un importante ecosistema, oggi molto fragile nel Mar Mediterraneo, fossilizzato con modalità peculiari, dalla conservazione perfetta di materiale organico quali le foglie di Posidonia oceanica, alla ricristallizzazione per varie fasi di gusci di coralli e molluschi che costituiscono delle vere e proprie geodi mostrando meravigliosi cristalli che sottoposti alla luce di Wood (luce ultravioletta) rivelano l’eccezionalità del sito paleontologico e lo studio intrapreso dall’equipe di ricercatori e amatori.
Il Gmps non è nuovo ad eccezionali scoperte che stanno contribuendo a scrivere pagine importanti sulla preistoria del Mar Mediterraneo.
Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “Alpine and Mediterranean Quaternary”. I fossili raccolti e studiati a Fauglia possono essere osservati presso l’esposizione permanente del Gamps a Scandicci.
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