Il Tirreno

«I libri della vita sono quelli su cui ci si sintonizza sempre Flaubert, Kafka, Proust...»

Gabriele Rizza
«I libri della vita sono quelli su cui ci si sintonizza sempre Flaubert, Kafka, Proust...»

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Sergio Risaliti (classe 1962), storico e critico d’arte, ideatore e curatore di mostre e di eventi interdisciplinari, scrittore e giornalista, dopo aver fondato e diretto il Palazzo delle Papesse di Siena, dal 2018 è direttore artistico del Museo Novecento di Firenze oltre che responsabile dei progetti espositivi al Forte Belvedere.

il libro sul comodino

Premetto che sono un lettore onnivoro. O almeno lo sono diventato. Vorrei avere molte vite per riuscire a leggere tutto ciò che vorrei. In questo senso, se non mi aiuta il lavoro, che si prende quasi tutto il tempo, mi aiuta l’insonnia. E allora, di notte, leggere oltre che un piacere diventa sua soluzione, una necessità organica, una via d’uscita. Al contrario di quando sono in treno: dopo tre pagine mi si chiudono gli occhi. La pila sul comodino è alta. Un po’ disordinata. Ma non confusa. In questi giorni comprende, se ricordo bene, di certo non è completa, “Ira e tempo” di Peter Sloterdijk, un testo scritto in modo sublime che affronta il tema della dissidenza, cruciale per un artista, poi le poesie di Osip Mandelstam nella raccolta “I quaderni di Mosca”, “L’uomo con la vestaglia rossa” Julian Barnes, un romanzo affascinante che parla di letteratura ma anche di arte, moda, gusto, e che ci aiuta a comprendere la modernità, per finire, ultimo ma non ultimo, con “Il Tao della liberazione” di Leonardo Boff e Mark Hathaway, un libro fondamentale del nostro tempo. Dimenticavo “Yoga” di Emmanuel Carrère, l’ultima new entry, che ho appena iniziato, un esercizio di meditazione e rilassamento che credo utile per il mio carattere.

il libro della vita

Se quelli sul comodino sono per così dire compagni notturni coi quali dialogare di volta in volta per mantenere vigile la testa, come allenamento continuo, anche a seconda dello stato d’animo, alla sensibilità e all’intelligenza, la parte storico filosofica per irrorare e aprire la mente, il coté poetico romanzesco per arricchire e emozionare il cuore, una alternanza che ti permette di viaggiare su universi paralleli, fondamentale credo per chi come me si occupa di arte e creazione artistica, i libri della vita sono frontiere inattaccabili, sono canoni che risuonano e riecheggiano muti ma sui quali, anche involontariamente, ci si continua a sintonizzare. Sono insomma modelli formativi, libri dati una volta per tutte, strutture narrative e componimenti esistenziali da cui non ci possiamo mai smarcare. Per me lo sono stati “Madame Bovary” di Gustave Flaubert, “Delitto e castigo” di Dostoevskij, “Le metamorfosi” di Kafka, un vero colpo di fulmine, lo lessi la prima volta da ragazzo, a 12 anni, e poi la “Recherche” di Proust, un libro infinito, che uno non smette mai di leggere, ma che forse non è necessario leggere tutto, io non l’ho fatto ma chissà un giorno, basta l’attacco, come per la Quinta di Beethoven, uno struggimento, un manometro della malinconia, una misura del tempo che passa.

il libro sorpresa

Ne cito due, “Vita sognate del Vasari” di Enzo Fileno Carabba, una felice intuizione di archeologia narrativa, e “Filosofia della casa” di Emanuele Coccia, lo spazio domestico che diventa alterità, un tracciato di trasformazioni e intrecci, fisici e psichici. il libro da rileggere Per me sono quelli che non ho finito, imprese non portate a termine, ma che puoi fare solo da giovane quando hai tutto il tempo a disposizione, poi magari letti a pezzi e bocconi e che ti riprometti di completare. Proust a parte, ci sono “I fratelli Karamazov” di Dostoevskji, “Anna Karenina” di Tolstoj, “La cognizione del dolore” di Gadda e naturalmente l’”Ulisse” di Joyce.

il libro ispiratore

Sono gli strumenti che stanno sulla scrivania, libri da aprire, scorrere, consultare. Sono le opere di Roberto Longhi, le “Vite” del Vasari, sono gli “Scritti sull’arte” di Baudelaire e le “Seducenti immagini” di Camille Paglia, un vertiginoso viaggio nell’universo artistico che dalla civiltà cucladica arriva a “Star Wars” di Spielberg.

da portare sull'isola Faccio poker: l’Odissea, i Dialoghi di Platone, la Divina Commedia e Amleto. Anzi cinquina. Ci metto anche Moby Dick. Sono la storia dell’umanità. L’umanità che lotta fra immanenza e trascendenza, fra la terra e il cielo, per andare oltre i limiti esistenziali.



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