Il Tirreno

al metastasio di prato 

Ecco Macbeth riletto in chiave psicanalitica con la firma di Rifici

G.R.

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PRATO. Carmelo Rifici, già con Luca Ronconi al Piccolo di Milano, direttore artistico di LuganoInScena, prosegue la sua ricerca sulla riscrittura dei classici. L’ultimo tassello è un Macbeth riletto in chiava psicanalitica che oggi arriva a Prato, sul palcoscenico del Metastasio. Rifici affronta la dimensione archetipa del Macbeth chiedendo l’appoggio e la complicità di una coppia di psicanalisti di scuola junghiana, una ricerca sia drammaturgica che scenica realizzata insieme a Angela Demattè e Simona Gonella.

Il sottotitolo parla chiaro e svela l’intento dell’operazione: “Le cose nascoste”.

Il nuovo testo infatti, adattato per tre personaggi, nasce dall’esplorazione del rapporto psicanalista/paziente, alla ricerca dei lati più reconditi degli interpreti, strutturandosi come una sorta di viaggio interiore, mentre le parti si capovolgono e gli interpreti si scambiano i ruoli principali. Per accedere a quel mondo inconscio fatto di pulsioni, paure, desideri, cose misteriose che scalpita in Macbeth, Rifici si è avvalso dell’aiuto e della complicità di Giuseppe Lombardi (psicanalista) e Luciana Vigato (psicoterapeuta). Un percorso durato quasi due anni, in cui gli attori si sono sottoposti a delle vere e proprie sedute di analisi per ricavare delle riflessioni sui temi della tragedia o delle impressioni sui personaggi nati dalla penna del Bardo, in relazione al vissuto degli stessi attori.

«Ci voleva Jung – afferma Rifici – per provare a decifrare un testo che si porta dietro qualcosa di turbolento e di antico, ma anche attualissimo, che non e chiaro come Shakespeare facesse a conoscere. In questa creazione si cerca uno spazio di possibile condivisione tra spettatori e interpreti, riducendo la distanza e dando vita a un viaggio nella mente e nell’animo dell’attore che, inevitabilmente e con naturalezza, crea empatia tra gli occhi che osservano e l’auto narrazione degli interpreti: un lavoro che scopre le parti buie, le inquietudini e le streghe che ci abitano». A portarlo in scena sono i tre Premi Ubu Tindaro Granata, Christian La Rosa e Angelo Di Genio, affiancati da Elena Rivoltini, Leda Kreider, Maria Pilar Perez Aspa e Alessandro Bandini (musiche Zeno Gabaglio, video Piritta Martikainen, scene Paolo di Benedetto, costumi Margherita Baldoni, luci Gianni Staropoli). Repliche fino a domenica. Info 0574 608501.



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