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la celebrazione  

La festa della Toscana è cerimonia dei diritti 235 anni fa il Granduca abolì la pena di morte

La festa della Toscana è cerimonia dei diritti 235 anni fa il Granduca abolì la pena di morte

Era il 1786 e fu il primo Stato al mondo a dire basta  Oggi seduta solenne del consiglio regionale con 139 sindaci

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firenze. Le sei porte storiche della città si illuminano di rosso. E il consiglio regionale si riunisce il seduta solenne. Perché oggi è la festa della Toscana, istituita per ricordare la firma del Codice Leopoldino, con il quale nel 1786 il Granducato di Toscana, primo stato al mondo, abolì la pena di morte. Ecco il filo conduttore delle celebrazioni di quest’anno: “Dall’abolizione della pena di morte alla lotta ai linguaggi d’odio: la Toscana terra dei diritti”.

seduta solenne
E nel nome dei diritti il consiglio regionale si riunisce alle 11, in seduta solenne, al cinema La Compagnia di via Cavour, a Firenze. L’assemblea si apre con la lettura dei saluti della senatrice a vita Liliana Segre, cui seguiranno l’introduzione del presidente del consiglio Antonio Mazzeo, gli interventi del presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo e della direttrice dell’Istituto Dirpolis della scuola San’Anna di Pisa Gaetana Morgante. Le conclusioni saranno affidate al presidente Eugenio Giani. Saranno presenti 139 sindaci e a loro sarà consegnata la bandiera della Regione. La seduta può essere seguita sul sito del consiglio regionale e sui suoi canali social. Mentre per assistere in presenza (gratuitamente) sarà necessario esibire il Green pass. Poi i Gonfaloni dei Comuni presenti si sposteranno all’inizio di via Martelli per raggiungere in corteo l’Arengario di Palazzo Vecchio, dove sono previsti brevi interventi dei sindaci.

l’origine della festa

Come detto, la festa vuole ricordare la decisione del Granduca Pietro Leopoldo di abolire la di morte. Era il 30 novembre 1976. Fu, per l’epoca, una scelta innovativa e rivoluzionaria e il consiglio regionale ha deciso di ricordarla ogni anno celebrando in quella data la festa della Toscana. Un modo per ricordare a tutti che, da 235 anni, la Toscana ha scelto i diritti. «Ma non vuole essere solo una celebrazione del ricordo di ciò che è stato – sottolinea Mazzeo – ma anche un’occasione per rinnovare il nostro impegno su questi temi attualizzandoli al tempo che viviamo. È per questo motivo che, quest’anno, abbiamo deciso di rinnovare questo patto di civiltà umana scegliendo come tema il contrasto ai linguaggi d’odio ed abbiamo invitato tutti i sindaci della Toscana a partecipare alla seduta solenne».

altre iniziative

Per questo oggi le sei porte storiche della città di Firenze saranno colorate di rosso, con l’illuminazione realizzata da Firenze Smart. E per questo alle 15 al teatro della Compagnia di via Cavour ci sarà l’incontro “La Toscana che non odia” in cui sarà sottoscritto il manifesto per la comunicazione non ostile: progetto sociale di contrasto dei linguaggi d’odio e discriminanti. Nato in rete e per la rete, si va sempre più diffondendo in ogni settore della società civile, fino a coinvolgere le istituzioni. Presenti all’iniziativa saranno, tra gli altri, Antonio Mazzeo, Iacopo Melio, consigliere regionale, Ernesto Pellecchia, direttore Ufficio scolastico regionale della Toscana, Kalidou Koulibaly, calciatore, Davide Paolino di lercio.it e Sergio Staino, vignettista. Anche in questo caso l’accesso all’iniziativa è gratuito e sarà contingentato e accessibile con l’esposizione del Green pass. L’incontro si potrà seguire anche online. «Vorrei che in questo 30 novembre si levasse forte, dal nostro Palazzo – sottolinea Mazzeo – un messaggio di speranza e di unità con l’impegno, prima di tutto delle Istituzioni, a dare il buon esempio anche in termini di correttezza del linguaggio. Non un punto d’arrivo, dunque, ma l’inizio di un percorso da portare avanti».



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