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L’amore grande di Pisa per Keith Haring: a palazzo Blu 170 opere “inedite”

Roberta Galli
L’amore grande di Pisa per Keith Haring: a palazzo Blu 170 opere “inedite”

La maggior parte delle tele e grafiche mai esposta in Italia: arriva dalla collezione privata di Kazuo Nakamura

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PISA. Omaggio a Keith Haring: da ieri a Palazzo Blu, il polo museale di lungarno Gambacorti, è aperta la mostra dedicata all’icona pop della street art americana, morta nel 1990 a soli a 31 anni. Oltre 170 opere in mostra (a cura di Kaoru Yanase) per la prima volta in Europa, fino al 17 aprile, provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection, la collezione personale di Kazuo Nakamura che si trova in Giappone. Un’iniziativa speciale per rinsaldare quel rapporto mai venuto meno che lega da 32 anni la città al grande Haring che a Pisa ha lasciato il murale “Tuttomondo”.

Si tratta di un’opera pubblica, realizzata grazie a un’amicizia nata per caso a New York, con l’allora studente pontederese Piergiorgio Castellani, che convinse l’artista a venire in Italia. Era l’estate del 1989 e la città adottò per un mese quel giovane newyorchese, dal carattere introverso, ma dall’animo sensibile, impegnato contro il razzismo, la povertà, l’Aids di cui era affetto, e di diritti delle persone Lgbt, diventato poi un’icona della pop art in tutto il mondo. Uniche quelle sue pennellate di colore per dare vita a omini stilizzati e in movimento, ai suoi cuori, ai suoi cani, ai bambini, ai suoi segni in generale che fanno parte di quel bagaglio di immagini pubbliche e non solo che hanno reso Haring un simbolo della cultura e dell’arte degli anni Ottanta.

Ieri, a Palazzo Blu, la presentazione della mostra che gode del patrocinio del ministero della Cultura, della Regione e del Comune di Pisa, presenti Stefano Del Corso, presidente della Fondazione Pisa, Michele Conti, sindaco di Pisa, Cosimo Bracci Torsi, presidente della commissione attività culturali di Palazzo Blu, Simone Todorow di San Giorgio, amministratore delegato MondoMostre e Kaoru Yanase, la curatrice. Tra i molti inviati al taglio del nastro anche il prefetto di Pisa, Maria Luisa D’Alessandro, l’assessora regionale Alessandra Nardini, gli assessori comunali Pierpaolo Magnani e Paolo Pesciatini. Fino ad aprile a Palazzo Blu saranno in mostra le opere che vanno dai primi lavori di Haring fino agli ultimi, molte serie complete quali “Apocalypse” (1988), “Flowers” (1990) e svariati altri disegni, sculture, nonché grandi opere su tela come “Untitled” (1985). L’esposizione ripercorre l’intera carriera artistica di Haring e l’ampia gamma di tecniche espressive da lui indagate, pittura, disegno, scultura, video murales, arte pubblica e commerciale, iniziando dai disegni in metropolitana a New York fino al portfolio delle diciassette serigrafie dal titolo “The Bluprint Drawings”, la sua ultima serie su carta che riproduce le prime e più pure narrazioni visive nate nel 1981, pubblicate nel 1990, un mese prima della sua morte.

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La mostra si divide in nove sezioni: Principio, Oltre I limiti, Le Storie, Haring a Pisa, Musica, Messaggio, Simboli e icone, Distopia rilevata, Energia Primordiale e La fin dell’inizio e vuole far conoscere l’artista, ma anche l’uomo che si cela dietro ad ogni sua opera. «Proprio la traccia profonda lasciataci da Haring nel 1989 – diceStefano Del Corso, presidente della Fondazione Pisa – ci ha spinti ad andare alla ricerca di volti probabilmente meno conosciuti dell’artista, come quelli raccontati dalle opere della collezione giapponese Nakamura, fulcro della nostra mostra che arrivano per la prima volta in Italia». Soddisfatto per l’iniziativa anche il sindaco di Pisa: «Sono passati 32 anni da quando Haring realizzò il murale Tuttomodo – osserva Conti – un vero atto d'amore verso Pisa, annotando la celebre frase del suo diario: “Sto seduto sul balcone a guardare la cima della Torre Pendente. È davvero molto bello qui. Se c’è un paradiso, spero che assomigli a questo”. Ecco sono certo che i pisani sapranno ricambiare questo grande affetto visitando la mostra». Parole di elogio all’evento sono state espresse anche dall’assessora regionale Alessandra Nardini: «Oggi oltre alle opere ricordiamo anche un paladino di tante battaglie per il riconoscimento dei diritti civili». E pure dalla curatrice Kaoru Yanase: «Siamo felici essere qui a ricordare un grande artista» .
 

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