Il Tirreno

prato: al fabbrichino 

La realtà virtuale entra a teatro con Averone in “Family game”

Azelio Biagioni
La realtà virtuale entra a teatro con Averone in “Family game”

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PRATO. È impegnato sul set di una serie televisiva e poi in quello di un film e in due spettacoli teatrali. Periodo intenso per Alessandro Averone che dal 16 al 21 novembre sarà in scena, in prima nazionale, al Fabbrichino di Prato in uno spettacolo diverso dai soliti. Una novità assoluta anche per l’attore che si è catapultato in questo testo scritto appositamente per lui da Mimosa Campironi e pensato in realtà virtuale per narrazione interattiva attraverso la contaminazione tra la tecnologia 360 VR (ovvero il visore virtuale a 360 gradi) con un rimando al gioco e performance dal vivo, che permette allo spettatore di immergersi nell’opera teatrale diventandone parte.

Si tratta di “Family game VR”, uno dei primi spettacoli in realtà virtuale. A ogni spettatore sarà consegnato uno speciale visore immersivo per avere una versione a 360 gradi dello spettacolo ed essere così al centro della scena. Anziché la poltroncina ci sarà uno sgabello girevole e ognuno potrà decidere dove e cosa guardare dei cinque personaggi, interpretati dall’attore che si moltiplica come l’avatar di un videogame. L’ultima parte dello spettacolo vedrà l’artista entrare in scena dal vivo, quando allo spettatore sarà chiesto di togliere il visore.

Il testo di questo spettacolo è stato scritto da Mimosa Campironi durante il primo lockdown e ora viene prodotto dal Metastasio di Prato, città dove Averone è di casa. Diversi, infatti, sono gli spettacoli prodotti dal teatro pratese che hanno visto come protagonista questo bravo attore, nome di punta dei cartelloni delle varie stagioni del Met. «Per quanto riguarda “Family game”, si tratta di una cosa nuova anche per me – racconta l’artista – Nel girato che si potrà vedere grazie al visore interpreto cinque personaggi che dialogano fra loro, poi nell’ultima parte sarò fisicamente sul palco. Con quale personaggio? Potrei essere uno dei cinque, oppure un altro ancora. Lo vedranno gli spettatori che verranno a teatro. È uno spettacolo thriller che racconta la storia di un nucleo familiare con questi cinque personaggi. Sono curioso di sapere quale sarà la reazione del pubblico a questa novità in ambito teatrale».

Un uomo dopo un terremoto trova i corpi senza vita dei suoi cari sotterrati dalle macerie della sua casa. In preda allo shock comincia a vagare senza meta, finché si ritrova a ubriacarsi in autogrill lungo un’autostrada. Qui viene scambiato per un altro uomo scomparso anni prima. Lo scambio di identità causa una catena di eventi imprevedibili che da una parte riscattano il dolore dell’uomo con la nascita di un nuovo amore, dall’altra portano alla luce la trama di un terribile delitto familiare. «“Family game” – dice Averone – ha delle tinte surreali dal sapore pirandelliano con la percezione di una verità raccontata, un’identità alla quale credere oppure no. Col Metastasio – aggiunge l’attore – ho un bel rapporto lavorativo che va avanti da tempo e devo dire che mi trovo bene a Prato». Adesso questa particolare novità per l’artista e per il teatro che si confronta, dunque, con un nuovo modello di spettacolo che porta la firma (anche nella regia) di Mimosa Campironi, particolarmente apprezzata anche come attrice e cantautrice.



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