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Con “Il legno e la carne” di Miles Pinocchio diventa Arte urbana

Gabriele Rizza
Con “Il legno e la carne” di Miles Pinocchio diventa Arte urbana

L’originale mostra apre il nuovo spazio espositivo Street Levels Gallery a Firenze. Storia e personaggi della fiaba interpretati in acquarelli e disegni a china

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Gabriele Rizza

FIRENZE. Dove prima c’era un’officina di elettrauto adesso, al posto di batterie e candelette, ci sono opere d’arte. Il nuovo spazio aperto a Firenze in via Cittadella 4 si chiama non a caso Street Levels Gallery, perché la sua “mission” è diffondere la cosi detta Arte urbana. L’operazione, la prima del genere nel capoluogo toscano, accoglie la sfida di un fenomeno che, messo da parte il profilo più anarchico e contestatario che finora l’aveva caratterizzato, affina le armi per definire i nuovi contorni di una progettualità espressiva più raffinata e personalizzata.

Bell’esempio ne è la mostra che oggi qui si apre col titolo “Il legno e la carne”, espressione del talento di Miles, all’anagrafe Simone Miletta da Vibo Valentia (classe 1979, studi presso l’Accademia di Belle arti di Carrara), pittore, scultore, illustratore e appunto street artist, che compone una affascinante carrellata di oltre 80 pezzi sulle avventure di Pinocchio.

La mostra è realizzata in collaborazione con la casa editrice Contrabbandiera, che lancia nell’occasione una nuova collana dedicata all’Arte urbana che vedrà i migliori artisti della scena fiorentina illustrare i principali classici della letteratura fiabesca. Le tavole di Miles, fogli di acquerelli, disegni a china e biro dal tratto nervoso e compulsivo, rigorosamente monocolore, ripercorrono tutte le trame del libro, incontrano i personaggi, gli episodi, gli ambienti, i paesaggi, evocano il lato più misterioso della storia, i suoi aspetti più enigmatici e crudeli, esaltando quella dimensione metafisica che fa di Pinocchio una creatura simbolica, fuori da ogni costrizione temporale.

L’interpretazione collodiana di Miles segue questa “linea di condotta” che oscilla fra il buio della conoscenza – la crescita è pur sempre un percorso a ostacoli – e il chiarore di un romanzo di un romanzo destinato comunque a “riveder le stelle”. Il percorso allestito da Miles, intervallato da alcune sculture in legno, che sintetizzano il passaggio dalla materia inerme alla materia viva, scorre come un lungo piano sequenza in cui coesistono uomini e animali, ragione e istinto, la realtà e l’apparenza, incubo e sogno, in un equilibrio narrativo e visivo, restituito appieno dall’allestimento, in cui i confini della rappresentazione diventano via via più fluidi e leggibili.

«La personale di Miles – scrive in catalogo Alessandra Arpino – attraverso la storia del burattino più famoso del mondo, mira ad indagare la natura istintuale, la carnalità e la fragilità della condizione umana, quegli stati d’animo dettati dalle contingenze della favola come della vita».

La mostra è aperta dal martedì alla domenica fino a 28 novembre. Info 333 6745750.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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