Il Tirreno

Marylin e le icone immortali di Andy Warhol. Al Palp rivive l'atmosfera della Grande Mela

Paola Silvi
Marylin e le icone immortali di Andy Warhol. Al Palp rivive l'atmosfera della Grande Mela

Oltre 140 opere del genio che ha rivoluzionato l'arte del XX secolo. Toscani, amico dell'artista: «Bel lavoro»

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PISA. «L'artista è uno che riproduce cose di cui la gente non ha alcun bisogno ma che lui, per qualche ragione, pensa sia una buona idea darle». È la frase simbolo del re della Pop Art, Andy Warhol, che, tra colori scintillanti, alchimie e ripetizioni estreme è protagonista della mostra che si apre oggi al Palp di Pontedera, "Andy Warhol. ICONS! ". Oltre 140 opere che raccontano la modernità di un genio che ha rivoluzionato l'arte del XX secolo, quando si stanno per celebrare i 35 anni dalla sua morte. Un percorso che ci immerge in quegli anni cruciali del Novecento dove in America è successo di tutto. Dal consumismo all'epoca di Kennedy. Dalla speranza agli eventi che hanno sconvolto la storia mondiale. I curatori Nicolas Ballario e Edoardo Falcioni hanno selezionato opere che ci tuffano nel cuore della Grande Mela ma che ci fanno scoprire anche gli aspetti più personali di Warhol. Certo, ci sono le immancabili Marilyn e le Campbell's Soup. Spiccano le tre splendide Cow e le super icone come Brillo Box, Flowers ed Eletric Chair. Ma la Factory, l'appartamento newyorkese che il re della Pop Art aveva fatto diventare un laboratorio di idee è sapientemente riprodotta. Con la sfera specchiata che rifrange la luce sulle pareti ricoperte d'argento. La strobosfera ruota e riflette i colori nei bagni di Palazzo Pretorio che resteranno così trasformati anche dopo la fine della mostra. Testimonianza del passaggio di Warhol nella città della Vespa.

Le opere, provenienti dalla collezione di Eugenio Falcioni, si dividono in cinque sezioni e raccontano la personalità poliedrica dell'artistica. «Non solo il suo lato glamour ma anche le inquietudini e la solitudine dell'uomo. Di un uomo nato da un minatore immigrato, rimasto orfano da piccolissimo e alle prese con ingenti difficoltà economiche agli esordi della sua carriera», spiega Ballario. Così il percorso si snoda dall'infanzia dell'artista, bambino taciturno e riservato, che passa il tempo a collezionare le foto dei grandi divi che diventeranno i suoi compagni di gioco, al ritratto di sua madre, con cui ebbe un legame ai limiti della morbosità. Sono gli anni Sessanta quando Warhol si afferma professionalmente e, iniziando una nuova rivoluzione, diventa impresario. È il mondo della fotografia, con la quale l'artista riesce a rendere tutti superstar. Tra i pezzi in mostra, uno spazio speciale è dedicato alle serigrafie. Ecco il cortocircuito. La tempesta perfetta che porta Warhol a cavalcare la tecnica della ripetizione. «L'artista - sottolinea l'altro curatore Edoardo Falcioni - ha tolto gli oggetti di consumo, come le lattine o i barattoli di zuppa, dalla concretezza della merce e le ha rese arte, rendendole forme accessibili. Un vero processo di democratizzazione della cultura». E ancora, tra le tante sfaccettature del filosofo, designer, illustratore Warhol, c'è la politica. Nel 1972 il primo soggetto a diventare contemporaneamente un quadro e una grafica è Mao.

Da qui alla questione ambientale il passo è breve. Ci sono gli animali, le mucche, i fiori e troneggia il Vesuvio. Una potente montagna di fuoco che ricorda l'amore dell'artista per Napoli e la sua ossessione di riprodurre la forza della natura. Tra poster e polaroid e tratti di matita. Il Warhol interessato alla musica, quello che divenne manager dei Velvet Undergruound e realizzò per loro la copertina con una banana. Colto, instancabile, determinato, frivolo, egocentrico. E magari anche un po'spietato. Quest'artista ha affascinato tutto il mondo. Compreso Oliviero Toscani, ieri presente a Pontedera per visitare la mostra in anteprima. «Hai fatto davvero una bella cosa», ha detto al sindaco Matteo Franconi. Toscani ebbe un rapporto d'amicizia strettissimo con l'artista statunitense e lo fotografò. Scatti che concludono il cammino espositivo. La mostra, realizzata dal Comune di Pontedera, dal Palp e dalla Fondazione per la Cultura, con l'organizzazione di Piuma, in collaborazione con Art Motors e come sponsor Knauf ed Ecofor, resterà aperta fino al 20 marzo. Sarà visitabile dal martedì alla domenica. Il costo del biglietto è di 12 euro.

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