Il presidio
Una prospettiva intima per raccontare il cinema
Raccontare il cinema, la storia del cinema, attraverso una lente che non sia quella dei generi, degli autori, del divismo. Ad attraversare lo schermo da una prospettiva più “intima”, ci prova Leandro Giribaldi. Che per i tipi di Campi Magnetici manda in libreria “Un’ombra è soltanto un’ombra” (230 pagine, 16 euro), da una frase di David W. Griffith, che riassume la fascinazione, l’incorporeo realismo, l’ambiguità onirica ma anche la imprevedibile, fuggevole partitura espressiva della Settima Arte. Giribaldi si inoltra rispettoso nei misteri e nei contenuti, non solo teorici ma anche pratici, del cinema. Lo fa affidandosi direttamente a chi il cinema lo fa. Nel senso che a parlare sono loro, i registi. Si sviluppa così una lunga sequenza narrativa che, sulla base di gusti personali, orientamenti, illuminazioni, ma anche incertezze e necessari "tagli", compone una rosa di 28 maestri, fra i più grandi e leggendari. Pionieri come i fratelli Lumière, Méliès, lo stesso Griffith, nomi antologici da Chaplin a Ejzenstejn, autori imprescindibili che rispondono a Welles, Hitchcock, Bergman, Bunuel, Renoir per arrivare ai “nostri”, con Fellini e Rossellini a guidare la pattuglia, e calare il sipario su Kubrick. Ad ognuno di loro Garibaldi rideva un capitolo, che però non è fine a se stesso, isolato dagli altri. Il percorso, scandito cronologicamente, segue una logica: dar vita attraverso le parole dei diretti interessati, testimonianze, frammenti autobiografici, fatti, episodi, a un itinerario che, visto dall’interno della macchina cinema, ne accompagni l’evoluzione, il passaggio da esperienza visiva a immaginario collettivo, sul filo dell’equilibrio fra prodotto artistico e industria dello spettacolo, che del cinema è da sempre l’anima e la molla. La regia di Giribaldi è chiara. Il montaggio rapido. La sceneggiatura interattiva. Lo stile documentario. Che non rinuncia alla dissolvenza. Pone domande con le quali il lettore è chiamato a confrontarsi. Non necessariamente a rispondere.
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