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oggi l’apertura 

Natura, potere e corpo: così sei artiste immaginano un futuro

Gabriele Rizza
Natura, potere e corpo: così sei artiste immaginano un futuro

A Palazzo Strozzi la mostra “Alter Eva”: scultura, pittura e fotografia Il curatore: «Un impegno rivolto al cambiamento del nostro modo di agire»

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Gabriele Rizza

FIRENZE. Si apre oggi a Firenze in Palazzo Strozzi, la mostra “Alter Eva. Natura Potere Corpo” che attraverso le opere di sei artiste italiane, innesca una riflessione sul futuro fondato su nuovi principi di coabitazione naturale e sociale. Protagoniste sono Camilla Alberti, Irene Coppola, Martina Melilli, Margherita Moscardini, Marta Roberti e Silvia Rosi, le cui opere, tra scultura, pittura, fotografia e installazione, vanno a comporre una narrazione sfaccettata dove la natura decostruita o immaginifica si affianca a corpi esibiti o raccontati, mentre risolute dichiarazioni politiche dialogano con le storie intime e personali in ambito culturale.

«Le sei artiste – spiega il curatore del progetto Andy Bianchedi – condividono un impegno rivolto al cambiamento per una trasformazione del nostro modo di osservare, parlare e agire nel mondo. Mettendo in discussione il patriarcato, i ruoli di genere, l’antagonismo tra natura ed essere umano, i ruoli restrittivi e le relazioni di potere, la mostra costruisce futuri alternativi proponendo nuove possibili forme di relazione, in cui lo sguardo femminile è perno essenziale del cambiamento».

Spiccano, con effetto orientaleggiante, i grandi disegni di Marta Roberti, realizzati su fogli di carta carbone, che raccontano visioni di animali totemici e paesaggi esotici, apparizioni impalpabili sospese nel tempo mentre le sculture di Camilla Alberti, composte con frammenti organici e scarti industriali, danno forma a resti di creature mai esistite, come se ci trovassimo in un museo di scienze naturali di un futuro postatomico. Dal canto loro i calchi e le fotografie di agavi di Irene Coppola cristallizzano l’energia vitale e il decadimento delle piante ricordandoci la deperibilità, le ferite e la finitezza dei corpi così come Martina Melilli riprende il tema del corpo femminile raccontato in dieci interviste pubblicate sulle pagine di “Playboy” e trasformate in un ambiente immersivo in cui i cliché della rappresentazione femminile vengono meno. Completano il percorso il lavoro di Margherita Moscardini che presenta una scritta al neon tratta dal testo “Le origini del totalitarismo” di Hannah Arendt, un messaggio che ricorda i fallimenti degli stati nazione e ci spinge a ripensare forme alternative di gestione delle cittadinanze e identità nazionali e infine la carrellata fra video e fotografia di Silvia Rosi che rivive la storia dei propri genitori migrati dal Togo, autoritraendosi nei panni della madre e del padre. Un transfer emotivo in cui si fondono biografia personale e storie collettive di tante famiglie costrette a lasciare il proprio paese d’origine. Catalogo Marsilio. Fino al 12 dicembre. Ingresso libero. Info 2645155.

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