Il Tirreno

TROPPE PAROLACCE, BESTEMMIE, OFFESE OMOFOBICHE 

Lo Zoo di 105 nocivo per i minori multa di 125mila euro da Agcom

I.B.

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roma. Le parole più leggere sono caz.. , fi... e culo. Poi ci sono «il turpiloquio, le offese alla dignità della persona, i messaggi di intolleranza e lessico omofobico» che risultano «nocivi per i minori». Per questo Agcom, l’Autorità di garanzia delle comunicazioni, notifica una multa da 125mila euro a Radio 105 per due puntate del programma “Lo zoo di 105” andate in onda il 26 ottobre 2020 e l’11 dicembre 2020.

Per far comprendere meglio il senso della multa, Agcom allega al provvedimento tre pagine di frasi pronunciate durante le due trasmissioni: parolacce, insulti, offese, bestemmie intervallate da qualche parola ordinaria. Radio Studio 104-Rete 105, la società responsabile dell’emittente, si difende in modo molto semplice: 1) la trasmissione va avanti in questo modo dal 1999; 2) «costituisce «un esempio non isolato nel panorama radiofonico e web, di comicità grossolana imperniata sull’uso iperbolico di espressioni grezze»; 3) il solo messaggio «veicolato dal programma è che si può far ridere sciorinando sequenze di parolacce prive di senso... Si tratta di dato riconducibile forse a fattori antropologici, magari non ecomiabile sul piano dello stile, ma a cui risulta difficile ricollegare una valenza pregiudizievole a carico dei minori sul piano etico/morale».

Inoltre – aggiunge la radio – proprio nella consapevolezza diquesto linguaggio boccaccesco, «ogni puntata è preceduta da un avvertimento verbale con la funzione di mettere il radioascoltatore nelle condizioni di scegliere se iniziate o meno l’ascolto».

Agcom, però, contesta le giustificazioni. Ribadisce che le trasmissioni radiofoniche anche di intrattenimento sono tenute a rispettare i «principi fondamentali a tutela dell’armonico sviluppo psico-fisico dei minori e della dignità della persona, compreso il rispetto dei sentimenti religiosi. I programmi devono rispettare criteri di correttezza del linguaggio, evitando il ricordo a volgarità gratuite, turpiloquio, rappresentazione di violenza fisica e verbale, rappresentazioni di natura sessuale tali da offendere la dignità umana o la sensibilità dei minori». E con chiarezza Agcom aggiunge che la satira si fa con un linguaggio diverso. A rendere ancora più grave la vicenda – ribadisce Agcom – è il fatto che le due trasmissioni, “nocive per lo sviluppo fisico, psichico e morale dei minori” sono andate in onda in orario “sensibile” dalle 14 alle 16, contrariamente a quanto previsto dal Testo unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici. La legge del 2005 vieta la trasmissione di questi programmi se non dalle 23 alle 7 del mattino o con accorgimenti tecnici che possano escludere l’ascolto o la visione dei minori. Visto che questo non è accaduto, contesta Agcom, scatta la sanzione di 62.500 euro a trasmissione. Il provvedimento può essere impugnato entro 60 giorni davanti al Tar del Lazio.

I.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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