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«Colto e democratico» i ricordi da Franceschini a Giorgio Napolitano

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MILANO. Tantissimi i messaggi di cordoglio. «Con la sua opera – ricorda il ministro della Cultura, Dario Franceschini – ha introdotto in Italia significative innovazioni nel dibattito filosofico ed economico, portando all’attenzione del pubblico le tesi sull’egualitarismo destinate a grande fortuna nel nostro tempo. Il suo acume, la sua intelligenza, la sua profondità di pensiero ci mancheranno».

E mancheranno in particolare a Milano, dove Veca viveva: «Milano – scrive il sindaco Giuseppe Sala – perde una delle intelligenze più vivide e incisive della riflessione politica e civile della nostra città». Il sindaco esprime «l’orgoglio di aver conosciuto e frequentato un uomo colto, democratico e soprattutto generoso. Molti diventano gelosi del loro sapere, Salvatore Veca no».

Di «sgomento» per la sua scomparsa parla il presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, di «grande rammarico» il comitato del premio Balzan, di cui fu presidente dal 2009 al 2017 messaggi di cordoglio che si uniscono a quelli del presidente della Lombardia Attilio Fontana, e del mondo politico in generale.

«La scomparsa di Salvatore Veca, amico carissimo e pensatore originale, mi addolora profondamente», scrive il presidente emerito Giorgio Napolitano ricordando la loro vicinanza «in una visione riformista della sinistra italiana e nello sforzo di rinnovarla».

«Lascia un vuoto nel pensiero della sinistra milanese e italiana difficilmente recuperabile – sottolinea Emanuele Fiano, della Presidenza del gruppo Pd – e un vuoto nelle voci intellettuali di questo Paese».

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