Meteo
Sgarbi e Al Bano contestati lasciano il palco dell’Arena
Fischi e insulti al critico d’arte e al cantante: «Vergogna, buffoni, fascisti» Polemica sul concerto dedicato a Battiato, a cui sarà dedicata una piazza
verona. Per un volta Vittorio Sgarbi, salito sul palco per prendersi la sua fetta di applausi, ha dovuto andarsene subissato dai fischi come il suo compagno di sventura, il cantante Al Bano.
«Vergogna, buffoni, fascisti», ha urlato il pubblico. Il critico d’arte ferrarese, politico e scrittore che definisce “capra” chiunque disprezzi (ovvero mezzo mondo, a partire dalle sue prime apparizioni al Maurizio Costanzo show), ha trovato così pane per i suoi denti.
Proseguono a distanza di giorni le polemiche sull’intervento di Sgarbi, accompagnato da Al Bano, sul palco dell’Arena di Verona in occasione del concerto alla memoria di Franco Battiato.
Quando i due, il cui intervento non era previsto dalla scaletta del concerto “Invito al Viaggio”, sono saliti sul palco parte del pubblico ne ha contestato la presenza, con una serie prolungata di fischi tanto che Sgarbi ha subito abbandonato la scena: «Saluto mia sorella e tanto mi basta e a quelli che mi insultano auguro la felicità», si è limitato a dire al microfono.
Al Bano, da parte sua, rimasto solo sotto i riflettori dell’Arena, ha imboccato la stessa uscita da lì a poco, dopo aver pronunciato poche parole: «Un abbraccio a tutti voi, so che gli americani quando sono felici fischiano, forse stasera tra il pubblico ci sono tanti americani»...
La serata è poi proseguita tra musica e canzoni, ma la polemica non si è spenta, tanto che un video dei fischi postato sui social fa ancora discutere.
Da qui la replica di Sgarbi: «A Sutri la prima piazza italiana dedicata a Franco Battiato - ha twittato il critico - è la mia risposta ai fischi di Verona contro di me e Al Bano».
«In quella piazza - ha poi aggiunto Sgarbi - inviteremo chiunque a cantare in onore di Battiato. Questo fa il sindaco di Sutri, per ricordare l’amico di mia sorella che ha amato Battiato come un fratello e che ha utilizzato in tutti i suoi film le sue musiche». A parte questa parentesi, lo spettacolo è filato via liscio con 53 artisti alle prese con le canzoni dell’artista morto il 18 maggio.
«In questa occasione - ha raccontato Jovanotti - dopo due anni sono tornato sul palco per pochi minuti con Saturnino per un evento importante. Insieme ai colleghi che l’hanno conosciuto e amato celebriamo un grande».
E celebrazione è stata, con una lista di invitati lunghissima, introdotti sul palco dalle letture di Umberto Broccoli.
«I veri viaggiatori sono quelli che partono per partire, cuori leggeri che non si allontanano mai dal proprio destino, uomini che, senza sapere perché, ogni volta riprendono il viaggio. Questi sono i viaggiatori di Baudelaire che Franco ha sicuramente presente quando immagina le note di questa canzone».
Accompagnati dall’orchestra, sotto i riflettori dell’Arena, sono passati in tanti. Tra gli altri non sono voluti mancare Fiorella Mannoia, Baustelle, Gianni Maroccolo, Giovanni Caccamo, Colapesce e Dimartino, Gianna Nannini, Vasco Brondi. Insieme per una serata di musica e di fischi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
